Consiglio provinciale ordinario

25 Gennaio 2010
15:00


Consiglio provinciale per l’approvazione del bilancio 2010

21 Gennaio 2010
15:00


Pd, troppe rissosità La gente non capisce

La politica di Bersani è giusta e io la condivido. Rifletto però sul fatto che parte della nostra base militante è molto confusa e assiste quasi smarrita a questo spettacolo indecente di personalismi e di rissosità. Rischiamo di segare il ramo su cui siamo tutti seduti. Il problema che mi assilla è come si forma il pensiero del nostro popolo. E chi lo forma. Che rapporto c’è tra dirigenti e diretti? Non sto svolazzando nel mondo astratto dei pensieri. Parlo del cuore vero della politica per una forza che voglia essere autonoma rispetto al modo come il potere (comprese le tv e i giornali) detta l’agenda politica. Sbaglia chi alza le spalle e pensa che, dopotutto, sono le decisioni del vertice quelle che contano perché alla fine, come diceva De Gaulle, «l’intendenza seguirà». Forse non ci rendiamo conto del punto a cui è arrivato il distacco (e il disprezzo) della gente per la politica. L’intendenza non seguirà se non capisce. La mia domanda a Bersani è allora questa: quanto regge la democrazia italiana senza un partito più unito e più militante? E come si forma un simile partito senza il collante di una forte e chiara idea di sé e del suo ruolo? «State facendo di Casini il capo della sinistra italiana», mi ha detto un “compagno” col sangue agli occhi. Ecco: il fatto che il dibattito politico nel Pd sia sceso a questi livelli è per me la cosa più preoccupante. Mi chiedo se ci rendiamo conto di quello che sta succedendo. Se vediamo i segni di un collasso possibile della democrazia repubblicana: la nascita di un razzismo feroce, il dominio delle mafie su intere regioni mentre il Parlamento non fa più le leggi ma passa i decreti del governo, un ministro leghista che controlla il ministero dell’Interno. E se quindi non vediamo il compito (e il ruolo) che sta davanti a noi. Io sbaglierò ma penso che il tempo di Berlusconi stia scadendo. Il Cavaliere resisterà ma non ha più nulla da dire. È tempo quindi che entri in campo il nostro nuovo leader nazionale: un uomo libero e forte come Bersani il quale, prima di tutto, ridefinisca il problema enorme, senza precedenti sul quale l’Italia si sta giocando il futuro. È il fatto, come ci ricorda il Financial Times, che siamo alla «fine di 500 anni di ascesa dei paesi europei e davanti a noi c’è un lungo e tormentato periodo di aggiornamento geo-economico e geo-politico». Ecco ciò che io penso. Penso che la questione dello Stato e dell’unità nazionale si è riaperta per la ragione profonda che è venuto in discussione il posto dell’Italia nella nuova divisione internazionale del lavoro. E penso che questo non è un problema economico ma il vero banco di prova del ceto politico che dirige la sinistra italiana. Questa sfida non può essere affrontata senza ripensare in modo radicale il futuro del Mezzogiorno, e cioè il ruolo nel nuovo quadro internazionale di un paese così duale. Ricordiamoci che se un certo Veneto sogna la Baviera anche le mafie e le camorre sono diventate dei grandi network internazionali, sempre alla ricerca di nuovi territori. Non dice nulla la tragedia di Rosarno? C’è ancora lo Stato italiano in Calabria? Ecco perché bisogna fare le riforme. Lo impongono i problemi che minacciano la sorte degli italiani. E sono quei problemi che danno ragione a Bersani: non si risolvono senza costruire una alleanza larga. Facciamo bene a cercare accordi anche con Casini ma è chiaro che l’obiettivo è quello di ridare voce a milioni di persone, operai, lavoratori, imprenditori, giovani senza i quali non contiamo nulla. Ed è per fare questo che dobbiamo rompere la gabbia in cui noi stessi ci siamo cacciati con riforme sbagliate il cui risultato ormai tutti vedono: un uomo solo al comando, e quindi non per caso il più ricco e colui che ha il monopolio della tv. Perché questo è il sistema, bellezza. È il plebiscito che consente la scelta di questo signore che con il 38% dei voti al suo partito (ma bisognerebbe togliere quelli di Fini) nomina i parlamentari, ottiene la maggioranza assoluta, vara le leggi ad personam. In un sistema come questo come potevamo vincere noi? Ecco il “senso di questa storia”. Bersani - pur circondato da ostilità e presunzioni personalistiche al limite della imbecillità - sta cercando di aprire varchi in questo blocco di potere. Il bello è che ci sta anche riuscendo, essendo ormai in atto dal Veneto alla Sicilia a Roma il formarsi di nuovi schieramenti per il “dopo”. Quale sarà l’esito? Non buono se noi restiamo inchiodati alle nostre beghe. Il terremoto è forte. Senza una idea anch’essa forte, un partito come questo può anche decomporsi.
12 gennaio 2010 pubblicato nell’edizione Nazionale (pagina 22) nella sezione “Cronaca italia”


PROGETTO LE MUMMIE DI MONSAMPOLO - Presentazione Documentario “Messaggeri dal passato” (locandina)

16 Gennaio 2010
17:30



ASCOLTIAMO I COMUNI e LE PROVINCE

Caro Amministratore locale,
come forse sai, il prossimo 22 e 23 gennaio a Firenze si terrà il XV Congresso Nazionale di Legautonomie.
Questo nostro congresso può rappresentare un’utile occasione di riflessione sui problemi del paese, a partire dalla crisi economica e dai suoi effetti sociali, riportando al centro del dibattito politico il ruolo dei territori e degli enti locali.
Dentro a questa riflessione intendiamo dare voce anche al sempre più diffuso senso di impotenza che gli amministratori locali esprimono e che si manifesta anche attraverso una crescente sfiducia verso le associazioni di rappresentanza delle autonomie locali.
In preparazione di questo appuntamento, Legautonomie Marche ha ritenuto opportuno promuovere “ASCOLTIAMO I COMUNI e LE PROVINCE”, una campagna di ascolto per mettere a punto le proposte delle autonomie locali delle Marche, da presentare al nostro Congresso Nazionale, ma soprattutto, ai candidati a Presidente della Regione Marche ed alle forze politiche che parteciperanno alle prossime elezioni regionali.
Per questo abbiamo programmato incontri a livello provinciale, con lo scopo di ascoltare ed elaborare le proposte ed i contributi degli amministratori locali marchigiani.
Per la provincia di Ascoli Piceno, l’incontro di terrà
VENERDI 15 GENNAIO alle ore 18 ad OFFIDA
presso la Sala Consiliare del Palazzo Comunale C.so Serpente Aureo, 66

L’incontro sarà coordinato dal Sindaco di Offida Valerio Lucciarini.

Caro Amministratore, vorremmo avere la possibilità di incontrarti, per far sì che le autonomie delle Marche possano elaborare esigenze e proposte condivise da sottoporre ai nostri interlocutori.
Nella certezza di incontrarti, ti inviamo i nostri più cordiali saluti.

Roberto Piccinini Direttore
Luca Ceriscioli Presidente Sindaco di Pesaro

P.S. cogliamo l’occasione per invitarti sin d’ora a mettere in agenda la tua partecipazione al XV Congresso Nazionale in programma a Firenze il 22 e 23 gennaio prossimo. Per ulteriori informazioni, telefonare al n. 071201278 o 335376830.

Ancona, 7 gennaio 2010


MDC interviene sulla elezione del nuovo direttore generale di CIIP s.p.a.

Il Movimento Difesa del Cittadino di Ascoli Piceno interviene nel dibattito relativo alla elezione del nuovo direttore generale di CIIP s.p.a. per invitare tutti coloro che hanno responsabilità istituzionali a valutare in modo obiettivo quanto è stato omesso in danno della collettività. L’associazione a tutela dei consumatori, dopo la scadenza del mandato e la mancata riconferma del direttore generale, chiede si individui subito la nuova figura responsabile. Tentare di cambiare le regole “in corsa” solo per battaglie politiche creerebbe lunghe transizioni e assenza di guida operativa, certamente dannose per il “nostro” servizio idrico.
MDC ritiene doveroso ricordare ai cittadini alcune opere previste nel piano d’ambito che non sono state eseguite, nonostante il nutrito gruppo di professionisti - interni ed esterni - con il compito esclusivo di progettare ed eseguire i lavori previsti come prioritari.
Menzioniamo il caso della “galleria dell’Ascensione”, uno dei punti dell’acquedotto che richiede urgente intervento, per il quale CIIP ha già presentato progetti nel 2001 e nel 2004, approvati tempestivamente dall’ATO, ai quali però non hanno fatto seguito opere.
Caso analogo per l’impianto di soccorso di S. Caterina nel fermano: progettazioni approvate da anni ed opere nemmeno appaltate.
Le rotture che si sono nel frattempo verificate a questi impianti vetusti hanno comportato interventi in via d’urgenza molto costosi.
Rimaste solo sulla carta anche tutte le opere che vennero stabilite nel 2002 per fronteggiare le carenze idriche stagionali e per garantire il minimo approvvigionamento idrico.
Non sappiamo se tutto ciò sia avvenuto per scelta o “solo” per inefficienza, ma il dato di fatto rimane.
MDC ha seguito la vicenda della rottura del ponte-tubo di Tallacano del dicembre 2007 nelle sue evoluzioni giudiziarie e tecniche e, alla luce di quanto è dato conoscere dall’esterno, riteniamo che la rottura di Tallacano si sia inserita nel quadro complessivo di omissioni di opere indispensabili. Infatti, se si fosse provveduto con diligenza ad eseguire a Tallacano quello che proprio tecnici interni di CIIP s.p.a. avevano scritto già dal 2000, quanto meno la rottura e le sue conseguenze sarebbero state di minore gravità e quindi anche i costi per il ripristino.
Queste critiche fondate su dati oggettivi non hanno nulla a che vedere con la volontà di favorire la “privatizzazione dell’acqua”, ma esprimono invece l’orgoglio - ora deluso - che i cittadini ascolani e piceni sentivano per il loro acquedotto pubblico.

Ascoli Piceno, 11 gennaio 2010


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