Natale amaro per gli automobilisti, benzina record, pieno a +12%

Sara’ l’ennesimo Natale amaro per gli automobilisti italiani, con la benzina che sfonda 1,46 euro e il pieno che costa 8 euro in piu’ rispetto allo scorso anno (+12%). Mentre il settore aspetta che il governo faccia ripartire l’iter per la riforma della rete di distribuzione, sostanzialmente bloccato dal voto di sfiducia alla Camera, le compagnie mettono mano al listino, facendo tornare i prezzi ai massimi da settembre 2008. Secondo le rilevazioni di Quotidiano energia, a sfondare la soglia di 1,46 euro e’ Tamoil, che ha raggiunto quota 1,461 euro, mentre Shell e Total Erg hanno applicato ritocchi di una manciata di millesimi.

Per un pieno di un’automobile di media cilindrata si spendono dunque circa 73 euro, contro i 65 del Natale dello scorso anno, quando la benzina non arrivava a 1,3 euro. Si tratta di 8 euro in piu’ per ogni pieno che, per le famiglie intenzionate a partire per le feste, rappresenteranno un ulteriore aggravio. A pesare e’ naturalmente il prezzo del petrolio, che un anno fa si aggirava sui 72 dollari, contro gli 87 di questi giorni, e quindi le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati (Platts). Consumatori e opposizione, pero’, se la prendono con governo e petrolieri. Secondo Adusbef e Federconsumatori il nuovo rialzo e’ ”inspiegabile e del tutto ingiustificato”: ”Non vorremmo essere costretti a pensare che, in vista del weekend che precede le festivita’ natalizie, si tenti di fare cassa a spese degli automobilisti, costretti a pagare ben 7-8 centesimi in piu’ del previsto”, che vogliono dire, tra costi diretti e indiretti, 179 euro annui.

”Uno dei regali di Natale del governo agli italiani e’ il caro benzina”, accusa Andrea Lulli del Pd, secondo cui ”il continuo e progressivo aumento del costo dei carburanti aggrava ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie italiane sempre piu’ tartassate”, con il governo che ”e’ rimasto inerte, senza far nulla per ridurre gli incrementi ingiustificati dei prezzi ma continuando a difendere gli interessi delle lobby e lasciando invece soli i cittadini”. L’attesa e’ in particolare per la legge sulla concorrenza, che contiene la riforma del settore: il testo e’ ormai pronto ma, secondo quanto si apprende, difficilmente sara’ portato dal ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani all’attenzione del Consiglio dei ministri prima della fine dell’anno.

 

Fonte: www.unita.it


L’Aquila: «Caldaie rotte nelle new town dei terremotati»

Sono numerosi i disagi dovuti alle basse temperature lamentati in questi giorni da cittadini che vivono nel progetto Case. Lo ha reso noto l’assessore alle Politiche abitative del Comune dell’Aquila, Stefania Pezzopane, sulla base delle segnalazioni effettuate dall’amministrazione alla Manutencoop - la ditta che ha in appalto la manutenzione delle parti comuni - e alle ditte che hanno avuto dalla Protezione civile l’appalto per le costruzioni.

”Da centinaia di assegnatari degli alloggi - ha spiegato Pezzopane - sono arrivate, negli uffici comunali, comunicazioni sul non funzionamento delle caldaie, sull’interruzione dell’erogazione dell’acqua e su una serie di problemi riconducibili a difetti di origine degli impianti di riscaldamento. Cio’ e’ accaduto, in particolare, nei complessi Case di Roio 2, Collebrincioni, Bazzano e Coppito 3”.

Disagi segnalati anche nel quartiere Case di Sant’Antonio dove vivono circa 4.500 persone. ”Tutti i problemi sollevati dalla gente - ha proseguito l’assessore - sono collegati a difetti iniziali del processo costruttivo. Questi, in concomitanza con questa eccezionale ondata di freddo, sono venuti a galla. Nonostante cio’, ci siamo fatti parte diligente e abbiamo provveduto immediatamente a disporre gli interventi necessari per la riparazione delle strutture indispensabili per vivere, come gli impianti di riscaldamento, che, in alcuni casi, sono fermi gia’ da alcuni giorni”.

 

”Uno dei problemi piu’ gravi riscontrati in questi interventi - ha sottolineato la Pezzopane - riguarda la difficolta’ nel trovare i pezzi di ricambio di alcune strutture, che, in qualche caso, sono stati ordinati alle case costruttrici”.

Fonte: www.unita.it


Bersani: “Il Pd proporrà una piattaforma alternativa a Berlusconi”

Bersani: “Bisogna uscire da questo politicismo perché c’è un distacco tra istituzioni e società che è micidiale. Noi ci dobbiamo preoccupare di colmarlo, poi le alleanze vengono dopo”. Il Pd è affezionatissimo alle primarie ma si deve capire che gli italiani sono più interessati ai problemi del lavoro.

Il Pd proporrà una piattaforma riguardante i temi economico-sociali-istituzionali a tutte le opposizioni, come annunciato nell’intervista di Bersani a la Repubblica e su essa aprirà un confronto. Lo ha dichariato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani durante un’intervista a SkyTg24.

 

“Abbiamo visto tutti, dopo la cura berlusconiana dove va l’Italia: un problema enorme di democrazia, un problema enorme di crescita, e poi guardiamo gli studenti, i lavoratori o le piccole imprese, per i quali non c’è orizzonte. Bisogna guardare oltre Berlusconi e noi ci preoccuperemo di avere una piattaforma per il Paese di riforma per la Repubblica, di riforma per la crescita e il lavoro, e la rivolgeremo a tutte le forze di opposizione. E ciascuno si prenderà le sue responsabilità”.

”Bisogna uscire da questo politicismo perché c’è un distacco tra istituzioni e società che è micidiale. Noi ci dobbiamo preoccupare di colmarlo, poi le alleanze vengono dopo”.

Il Pd è affezionatissimo alle primarie ma si deve capire che gli italiani sono più interessati ai problemi del lavoro.

Vanno conservate le primarie? “Assolutamente sì - ha risposto Bersani - ma riformandole, a partire dal fatto che non si mette il carro davanti ai buoi. Noi, per esempio, parliamo di primarie di coalizione presupponendo che ci sia a monte una coalizione, e per esserci una coalizione bisogna intendersi sulle cose che servono al Paese. Questa è la sequenza logica, perché non si mette il carro davanti ai buoi”.

E’ fantapolitica pensare a primarie con Bersani contro Casini o Fini? “Francamente mi sembra molto nell’immaginario - ha risposto sorridendo il segretario Pd - io continuo a pensare che il problema degli italiani è se si riesce a dare un po’ di lavoro, non se ci sono le primarie, a cui noi siamo affezionatissimi. Ma ci rendiamo conto - ha concluso - che il Paese ha altri problemi ed è di questi che vorremo occuparci”. 

 

“Mi pare sia l’approccio giusto, lo sostengo anch’io da un po’ di tempo”, ha detto Anna Finocchiaro, “e mi pare la cosa migliore per ribadire la centralita’ del Partito democratico”.
“Bersani indica con realismo la strada giusta”, ha detto Dario Franceschini, che non significa “mettere in discussione ne’ la coalizione progressista e riformista, ne’ l’appartenenza al campo del centrosinistra”. Per Area Democratica “la discussione e il confronto, tanto piu’ in una situazione così complessa per la vita politica del Paese, sono indispensabili”. E “la direzione del 23 dicembre deve servire a questo”, si sottolinea.
Invece, “non ci piace invece l’idea di un pluralismo che si manifesta ogni giorno come gioco di posizionamento, come continua ricerca di elementi distintivi. Questo rinvia ai nostri elettori l’immagine di un partito incerto e oscillante, diviso. E, alla lunga, finisce per aiutare il lavoro degli avversari e competitori del Pd”, si ammonisce.
L’appello all’unita’ e’ contenuto in un lungo articolo in cui si rivendica la scelta di presentare la mozione di sfiducia al governo, anche se e’ stata bocciata, e si traccia una prospettiva per il futuro. Compresa l’apertura al terzo polo fatta oggi da Pier Luigi Bersani. Se “per responsabilita’ (o meglio per la irresponsabilita’) del premier si dovesse giungere al voto anticipato con questa legge, la nostra proposta e’ quella di una alleanza per la Repubblica, per riformare le istituzioni e la politica, per rilanciare la crescita e tutelare il lavoro”, si spiega.
“Una alleanza che veda insieme il centrosinistra e il centro, che possa coinvolgere anche il cosiddetto ‘terzo polo’ con l’obiettivo di chiudere definitivamente la stagione del berlusconismo, costruire le condizioni di un bipolarismo normale e avviare alcune riforme necessarie a rimettere in moto l’Italia”, si sottolinea, “per affrontare la crisi serve piu’ coraggio, piu’ innovazione, in Italia e in Europa, da parte dei progressisti. Reagire alla campagna in corso contro il Pd. Senza o contro il Pd nessuno puo’ battere Berlusconi e aprire una stagione politica nuova”

 

“Vedo che la proposta lanciata dal segretario Bersani e’ stata resa asfittica da un’interpretazione politicista, tutta chiusa nell’ambito dei partiti, anzi solo di una parte dei partiti di centro e di centrosinistra. Il Pd in realta’ vuole proporre la propria piattaforma di idee e di valori per l’Italia a tutte le forze che sono disponibili a mettersi in gioco per tirare fuori il paese dalle secche nelle quali l’ha condotto la destra berlusconiana a trazione leghista”. E’ quanto spiega Stefano Fassina, responsabile economia e lavoro del Pd. ”E’ una piattaforma - prosegue Fassina - che il PD propone alle forze politiche di centro e di centrosinistra e alle forze economiche e sociali, alle associazioni del terzo settore, ai movimenti non violenti a tutto il paese insomma. E’ una proposta aperta sul piano politico e sociale - conclude Fassina - in vista di un patto costituente capace di ridare slancio all’Italia”.

 

 

Fonte: partitodemocratico.it


Mandozzi interviene sul caso START: “Invitiamo i sindaci della Vallata a mettere in vendita le proprie quote”

“Contro l’arroganza e la protervia del duo Celani-Castelli, invitiamo i sindaci della Vallata ad uscire dalla Start ed a mettere in vendita le quote sull’esempio del sindaco di San Benedetto, Giovanni Gaspari”

 

 

Il Gruppo del Pd in seno alla Provincia di Ascoli Piceno, invita i sindaci della Vallata del Tronto ad uscire dalla Start, ed a mettere in vendita le proprie quote seguendo l’esempio del sindaco di San Benedetto del Tronto, Giovanni Gaspari, contro quello che è stato un atto di arroganza e di protervia culminato con l’elezione del nuovo presidente Alessandro Antonini, e con il nuovo CdA i cui cinque componenti sono tutti targati centrodestra, compreso Alessandro Spaccasassi, nominato anch’esso dalla premiata ditta Celani&Castelli.

Un vero e proprio atto d’imperio, quello attuato dai “capi” del centrodestra locale, che offende ed umilia non solo il centrosinistra ma un intero territorio, in particolare quello della Vallata del Tronto, e che mostra il vero volto di chi in questo momento sta governando la Provincia ed il Comune di Ascoli Piceno.

Siamo di fronte ad un potere che pensa impunemente di poter totalmente occupare forme di democrazia cristallizzate e, in quanto tali, metabolizzate dal popolo piceno, che per questo motivo attende di essere difeso da soprusi ed angherie come quelle perpetrate dal presidente della Provincia e dal sindaco di Ascoli.

Non bastavano i danni prodotti dal “loro” Governo, verso il trasporto pubblico locale, i cui tagli si stanno negativamente riversando verso i cittadini e le amministrazioni locali. Si è pensato solo all’occupazione di posti e poltrone invece di puntare ad un CdA in grado di assolvere al meglio, come egregiamente aveva fatto quello uscente, al nuovo Piano di trasporto pubblico locale, al taglio di oltre 960 mila chilometri di tratte ed agli aumenti dei costi cui i cittadini rischiano di andare incontro.

Il centrodestra ha mancato di ogni minima, elementare forma di attenzione nei confronti del centrosinistra, cosa che invece non è accaduta – checché ne dicano Celani e Castelli – nel caso del rinnovo del CdA del Ciip, dove il centrosinistra, nonostante abbia messo in campo le proprie prerogative riguardo alla designazione del presidente, nella persona di Pino Alati, ha comunque salvaguardato la minoranza del centrodestra, tanto che nel Cda figura l’ex presidente Paolo Nigrotti.

Quanto verificatasi con il rinnovo del CdA della Start non può essere quindi semplicisticamente visto come un atto di “ritorsione” verso il centrosinistra per lo “sgarbo” ricevuto al Ciip, ma di mera occupazione del potere.

 

 

Ascoli Piceno, 14 dicembre 2010

 

Emidio Mandozzi

Capogruppo Pd

Provincia di Ascoli Piceno

 

 

 


“GIORNATA DELLE MARCHE 2010″

10 Dicembre 2010
16:00a19:00

10/12/2010 ore: 17:00
Evento: “Giornata delle Marche 2010″
Tema:TUTTE
Soggetti Interessati:
Luogo: Ancona, Teatro delle Muse Indirizzo: Ancona
Struttura Organizzativa: Servizio Internazionalizzazione
Tel.071/8062713
Referente:Valentino Torbidoni
Descrizione:Siamo giunti alla sesta edizione della Giornata delle Marche, evento che quest’anno testimonia i quarant’anni di vita della Regione Marche. Inoltre nel 2010 coincidono due date importanti legate a illustri conterranei: il IV centenario della morte di Padre Matteo Ricci ed il III centenario della nascita di Giovanni Battista Pergolesi. La celebrazione di queste significative ricorrenze è stata l’occasione per affermare nel mondo la nostra comunità quale realtà dinamica, coesa e attenta allo sviluppo economico, scientifico, culturale e sociale. La Giornata delle Marche 2010 verrà celebrata nella città capoluogo, Ancona, a testimonianza della forte volontà di coesione regionale e di sintesi delle qualità delle realtà locali che da sempre caratterizzano il nostro territorio. Ad Ancona assisteremo a momenti di particolare emozione che ci consentiranno di riflettere tutti insieme sui valori condivisi che hanno fatto grande la nostra Regione.

Clicca qui per scaricare l’Invito
Fonte: www.regione.marche.it


Sale tensione Pdl-Fli, Bersani: stop al mercato dei voti.

ROMA - “L’ipotesi di dimissioni di Berlusconi non è tra quelle contemplate né immaginate e conseguentemente l’ipotesi di un Berlusconi bis non esiste”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano conversando con i cronisti in Transatlantico alla Camera.

 

“L’ipotesi delle dimissioni di Berlusconi - ha spiegato Alfano - non è tra quelle contemplate, né immaginate e conseguentemente l’ipotesi di un Berlusconi bis non esiste, anzi siamo convinti che da qui al 14 i famosi 317 si assottiglieranno per una ragione politica: perché 317 è una addizione tra Casini, Bersani, Fini, Di Pietro, gli addendi sono incompatibili e la somma non regge”. Dunque “Berlusconi non si dimette e abbiamo ragioni di ottimismo per dire che il 14 ci sarà la fiducia anche alla Camera”. Il premier non lascia, aggiunge, perché “é stato votato da 13 milioni e 600 mila cittadini e tra questi molti che non hanno proposto la mozione di sfiducia”. “Sarà interessante vedere come finisce il 14 - conclude - e noi siamo convinti che andrà bene per il governo”.

 

VERSO IL VOTO DI FIDUCIA - Conto alla rovescia verso il voto sulla fiducia al governo del 14 dicembre: riunione ai vertici oggi per Pdl e Fli per fare il punto della situazione.  Attenzione ai numeri dei diversi schieramenti in Parlamento.

 

BONAIUTI, NON CI SARANNO DIMISSIONI - “Non ci saranno dimissioni e questo é il punto fermo e stabile della vicenda”. Lo afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti in un faccia a faccia con Nicola Latorre sul Corriere.it. “Poi su come si evolvono i mille rivoli delle trattativa che in queste ore sono in corso, non so dire come vadano” dice ancora Bonaiuti

 

 FLI COMPATTA VERSO SFIDUCIA, BERLUSCONI VUOLE VOTO - “Se Berlusconi non prenderà atto della necessità di aprire, attraverso le sue dimissioni, una nuova fase politica, Fli voterà la sfiducia”. Lo si legge in un comunicato diffuso al termine del vertice di Fli con Gianfranco Fini.Silvio Berlusconi vuole andare al voto ed è stato il suo entourage a far filtrare la notizia della trattativa in extremis imbastita da Italo Bocchino (chiedere al premier di dimettersi con la proposta di un reincarico entro 72 ore) per bruciarla e dividere Fini da Casini, che del contatto era all’oscuro. Di questo si sono convinti i finiani e l’argomento è servito a compattarli, nella riunione di tre ore di questa mattina con Gianfranco Fini, sulla linea sintetizzata poi nella nota ufficiale: “Se Berlusconi non prenderà atto della necessità di aprire, attraverso le sue dimissioni, una nuova fase politica, Fli voterà la sfiducia”. Di fatto l’ultimo episodio - sintetizza uno dei presenti - è stato visto da Fli come “l’ennesima prova di irresponsabilità da parte del premier, che ha dimostrato chiaramente di puntare al voto”. Ai finiani non è piaciuto il tentativo di spaccare l’asse Fli-Udc. “La nostra ricerca di un’intesa - spiega ancora uno dei presenti alla riunione - presupponeva comunque un’intesa con Casini e il passaggio formale dalle dimissioni”. Berlusconi ha definitivamente respinto l’ipotesi di dimettersi e ottenere magari lui un reincarico - hanno ragionato questa mattina con Fini gli esponenti di Fli - e allora, dopo la sfiducia alla Camera della quale i finiani si dicono certi, non potrà che esserci una crisi al buio.

 

MARONI, UN BIS? INCARICHI LI DA’ NAPOLITANO NON BOCCHINO - “Gli incarichi mi pare che li dia ancora il presidente della Repubblica, non un parlamentare. Lascerei queste cose al presidente della Repubblica”. Così il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, sulla proposta di Italo Bocchino di una crisi lampo ed un reincarico di Berlusconi prima del voto di fiducia in Parlamento.

 

ROTONDI, NON C’E’ ALTERNATIVA A BERLUSCONI  - “Abbiamo mantenuto, nei limiti del possibile, quasi tutte le promesse elettorali. Ad esempio, abbiamo fatto più noi per il Sud con questo governo che tutti quelli precedenti. Per il futuro spero che si possa continuare sulla strada tracciata approvando riforme come il federalismo, e poi nella nuova legislatura porre mano alla riforma più ampia del sistema istituzionali”. Così il ministro dell’Attuazione del programma di governo Gianfranco Rotondi in una intervista all’Opinione. “L’esecutivo - ha continuato Rotondi - ha governato e sta governando l’Italia al meglio, anche nelle condizioni straordinariamente difficili che attraversiamo. Problemi sono venuti dal Pdl che invece di rafforzare l’azione dell’esecutivo, lo ha indebolito”.

 

LA RUSSA, SU FIDUCIA HO BUONI SEGNALI - Sulla fiducia “ho buoni segnali”: lo ha detto il ministro della Difesa e coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa. “Il 14 di questo mese, quando voteremo la fiducia - ha affermato - accadrà quello che abbiamo sempre detto: rimarremo fermi e coerenti su una posizione. Vogliamo che il 14 la fase politica di questo periodo esca dall’ambiguità: noi vogliamo e speriamo che il Parlamento dia fiducia a questo governo per proseguire in un momento difficile a livello internazionale. Se questo non capitasse, saremmo nella necessità di chiedere al presidente della Repubblica di tornare a votare”.

 

INCONTRO A MONTECITORIO TRA CASINI E RUTELLI  - Un incontro a Montecitorio per fare il punto della situazione, a pochi giorni dal voto di fiducia del 14 dicembre. E’ avvenuto questa mattina tra il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini ed il leader dell’Api Francesco Rutelli. Tra gli esponenti del Terzo Polo, in questi giorni decisivi per il destino della legislatura, i contatti sono frequenti. Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, in mattinata Rutelli ha sentito al telefono anche il presidente della Camera Gianfranco Fini.

 

OCCHI SULLA GUERRA DEI NUMERI - Domenico Scilipoti voterà la sfiducia al governo. Massimo Calearo si asterrà. Bruno Cesario sosterrà il governo. In una conferenza stampa a Montecitorio i tre parlamentari annunciano così le loro intenzioni a proposito del voto del 14 dicembre. I tre parlamentari daranno comunque vita alla nuova componente “Movimento di responsabilità nazionale”. Calearo ha affermato di confidare che poi alla fine il 14 dicembre ci asterremo tutti e tre”. Al termine di una conferenza stampa piuttosto caotica a Montecitorio, Massimo Calearo, ex Pd ed ex Api, ha cercato dunque di spiegare meglio quali siano le reali intenzioni della nuova componente alla quale ha dato vita insieme a Bruno Cesario (ex Pd ed ex Api) e Domenico Scilipoti (ex Idv): ‘Movimento di responsabilita’ nazionalé. “Da qui al 14 dicembre - ha affermato - noi speriamo che aderiscano alla nostra iniziativa tutti quelli che come noi hanno profondi mal di pancia nei propri partiti per questo modo vecchio di fare politica anteponendo interessi personali a quelli del Paese”.

 

Fonte: www.ansa.it


INCONTRO CON GLI AMMINISTRATORI E I DIRIGENTI DEL PD DEL TERRITORIO

11 Dicembre 2010
18:00a20:00

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GRUPPO CONSILIARE PD

PROVINCIA DI ASCOLI PICENO
FEDERAZIONE PD PROVINCIALE

 

 

ENTI LOCALI

INCONTRI CON GLI AMMINISTRATORI E I DIRIGENTI DEL PD  DEL TERRITORIO

GIOVEDì 9 dicembre ore 18,00 SAN BENEDETTO DEL TRONTO

Sala Consiliare

 

PARTECIPANO GLI AMMINISTRATORI, I DIRIGENTI E I RAPPRESENTANTI

DEGLI ENTI DI SECONDO GRADO DEL PD

 

 

 

 


Una legge di (s)bilancio che non dà risposte al paese

Approvata al Senato la legge di stabilità. Una legge priva di contenuti significativi, una risposta debole e totalmente inadeguata alle aspettative dell’intero tessuto sociale e produttivo del Paese, duramente colpito dalla recente crisi economica e finanziaria ed ora in attesa di interventi per il sostegno alla competitività e dei redditi. I 17 maxiemendamenti proposti dal Pd

La legge di Stabilità è stata approvata al Senato.

 

Una legge priva di contenuti significativi, che rappresenta una risposta debole e totalmente inadeguata alle aspettative dell’intero tessuto sociale e produttivo del Paese, duramente colpito dalla recente crisi economica e finanziaria ed ora in attesa di interventi per il sostegno alla competitività e dei redditi.

 

Il Partito Democratico ha presentato 17 macroemendamenti per denunciare l’immobilismo del governo e offrivano soluzioni per rilanciare la crescita del Paese.

La legge votata al Senato non delinea alcun obiettivo sul terreno della  ripresa  economica e sul controllo degli andamenti della finanza pubblica. Mancano, poi, gli interventi volti a favorire il recupero di capacità competitive del Paese attraverso un netto accrescimento della produttività totale. E, intanto, il Paese regredisce pericolosamente, non solo nei fondamentali macroeconomici, di finanza  pubblica e di competitività, ma soprattutto inizia a registrare gravi e preoccupanti  fenomeni  di disgregazione sociale, territoriale ed ambientale, ad un livello mai raggiunto in passato.

Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al senato, commenta così l’esito della votazione di oggi:”Il PD ha votato contro questa legge di stabilità perché è dannosa. Non  fa  crescere il Paese e servirà una manovra correttiva.

Ciò  che più preoccupa è che il Paese, bloccato dall’immobilismo e dalla crisi della maggioranza, rischia non solo di perdere  il treno della ripresa economica, ma di non adempiere adeguatamente agli importanti impegni assunti o che dovranno essere assunti da qui ai primi mesi del prossimo anno”.

“E  purtroppo - continua la capogruppo del PD - ci siamo confrontati con un Governo imbarazzato, la  cui  unica  attitudine è stata non guardare, non sentire,  non  vedere. Abbiamo visto quella che e’ ormai una ex maggioranza

caotica e rinunciataria. Tutto ciò, però, non sarebbe stato possibile, non sarebbe  potuto accadere se alle spalle non ci fosse stato un comportamento incredibile dell’Esecutivo”.

 

“Il  PD- continua Anna Fioncchiaro - ha avuto un comportamento serio e responsabile. Il governo poteva accettare qualche nostra proposta seria, poteva migliorare questa legge, ma ha avuto paura della terza lettura della Camera dei deputati, dove ormai la maggioranza non governa più nulla”.

“Ma ciò che è più grave è che questo Governo non sta dicendo agli italiani  che noi avremo la necessità nel corso del prossimo anno di rientrare di 45 miliardi e quindi di una manovra aggiuntiva, per onorare quello che è un impegno a livello europeo. Proprio per questo è inaccettabile che non ci sia nulla per aiutare la crescita del Paese ma anche la tenuta del Paese. Mi riferisco al fatto che di fronte a sacrifici così ingenti che saranno richiesti al Paese e di fronte a una crisi che sta mettendo in ginocchio l’Italia,  non c’è una misura per sollevare le sorti

di piccole e medie imprese, delle famiglie italiane, per dare occasioni e opportunità di lavoro ai giovani, per dare la possibilità al Mezzogiorno di tornare a camminare da solo. Di tutto questo in questa legge di stabilità

non c’è traccia”

Buone notizie, però, per il 5×1000. Grazie ad un Odg presentato dal PD il finanziamento per il terzo settore verrà ripristinato in un prossimo decreto.

 

 

Il senatore Antonello Cabras nella dichiarazione di voto a nome del Gruppo nel corso della discussione a Palazzo Madama ha dichiarato: “Non serve un nuovo governo per rianimare un Paese depresso e scettico. La sfida è rimotivare i cittadini con una soluzione che rimetta in gioco l’Italia. Per far questo il Partito Democratico ha dato ampia diponibilità. Ma non è il caso di questo provvedimento”

 

“È positivo - spiega Cabras - che Tremonti abbia cambiato atteggiamento verso l’Europa. Il governo è passato da un approccio intergovernativo ad uno più comunitario. Ma non basta. Con quale credibilità ci muoviamo oggi in sede europea dopo che per anni ne abbiamo svilito il ruolo?”.

 

 

 

Cabras nota anche che:”non si ricorda una sessione di bilancio senza che il ministro dell’Economia passasse, almeno un istante, in aula o in commissione. Non so - ha concluso Cabras - se il ministro dell’Economia sia in gara con il premier a chi passa meno in Parlamento”.

 

Tra gli emendamenti targati Pd c’erano: misure di sostegno al reddito delle imprese e dei contribuenti; un piano straordinario di interventi a sostegno dell’autonomia finanziaria dei giovani; un nuovo istituto fiscale a sostegno delle famiglie con figli; interventi per trasporto pubblico locale, per il Mezzogiorno e per l’Abruzzo; la ‘no tax area’ per le famiglie più povere; occupazione femminile; il rifinanziamento del 5 per mille; liberalizzazione di alcuni settori e mercati come gas e carburanti; misure per la tutela ambientale, la cultura, lo spettacolo e la cooperazione.

 

 

Widmer Mercatali ha parlato delle misure proposte dal Pd, come “provvedimenti per far crescere il Paese, misure quasi banali, tra cui qualche provvedimento tampone per l’immediato. Destinare “il 10% dei 40 miliardi di euro non spesi dai comuni per la messa in sicurezza delle scuole e per rilanciare il settore edilizio.

 

*****

 

Rilievi critici alla legge di bilancio evidenziati dal Partito democratico

 

Nel complesso, i provvedimenti della decisione di bilancio per gli anni 2011-2013 sono privi di contenuti significativi e in quanto tali rappresentano una risposta debole e del tutto inadeguata alle aspettative dell’intero l’intero tessuto sociale e produttivo del Paese, duramente colpito dalla recente crisi economica e finanziaria ed ora in attesa di interventi per il sostegno alla competitività e dei redditi.

 

Tali provvedimenti, non delineano alcun obiettivo, né per il prossimo anno, né per quelli successivi, sul terreno della ripresa economica e del controllo degli andamenti della finanza pubblica e soprattutto non prospettano alcun intervento volto a favorire il recupero di capacità competitive del Paese attraverso un netto accrescimento della produttività totale dei fattori. Al contrario vengono proposti tagli consistenti proprio nei settori in cui, vi è necessità di maggiori investimenti di risorse.

 

Nei Paesi UE e in quelli maggiormente sviluppati le problematiche della crisi economica e di finanza pubblica sono state superate, pur con diversa intensità, con strumenti idonei quali riforme, riduzione degli sprechi e soprattutto con il sostegno selettivo ai settori produttivi e tutti i governi si accingono ad emanare nuovi interventi per il sostegno dell’economia.

 

Dal punto di vista della crescita economica, i nostri principali competitors internazionali durante la crisi hanno registrato una minore  riduzione percentuale del loro PIL e ora nella fase di ripresa dell’economia viaggiano a velocità molto superiore rispetto alla nostra. La crescita mondiale è prevista al 4,4% ed è prevista attestarsi al 4% nel 2011.  La Germania nel 2010 cresce del 3,4% e le stime per il 2011 prevedono una crescita del 2%. Gli Stati Uniti crescono del 2,9% e per il 2011 le previsioni sono del 2,5%. Il Giappone cresce del 2,7 % e le stime per il 2011 prevedono una crescita del 2,5%. La Francia cresce del 1,6% e per il 2011 le previsioni sono del 2,5%.  Per l’area euro la crescita del 2010 è pari in media al 1,6%, mentre per il 2011 si prevede una crescita del 1,8%.

 

Per quanto  riguarda l’Italia, l’immobilismo e l’attesa di tempi migliori sono stati la sola ricetta con la quale il Governo ha affrontato tanto la fase di crisi quanto quella post crisi ed i risultati a consuntivo sono evidenti.

 

Noi siamo fermi, purtroppo ad un 1,2% nel 2010 e ad un 1,3% per il 2011.

 

Senza una forte inversione delle politiche economiche e di bilancio, il Paese rischia di restare indietro proprio nella fase in cui tutte le economie danno evidenti segnali di ripresa, bloccato da tassi di crescita troppo bassi e soprattutto senza un chiaro indirizzo di sviluppo industriale, con un tessuto produttivo ridimensionato, in particolare nella componente delle piccole e medie imprese, privo di adeguate risorse finanziarie e di merito di credito, esposto alla concorrenza sempre più aggressiva non solo dei concorrenti tradizionali ma dei nuovi attori dell’economia emergente, con un mercato del lavoro indebolito e privo di adeguati strumenti di sostegno e riqualificazione per i soggetti che perdono l’occupazione e con una forte distorsione nella distribuzione della ricchezza a discapito delle fasce più deboli della società.

 

In tal senso, i provvedimenti annunciati confermano nuovamente la pericolosa sottovalutazione da parte del Governo dei problemi reali del Paese.

 

Fonte: www.partitodemocratico.it


Incontri con gli amministratori e i dirigenti del PD del territorio

 

 

GRUPPO CONSILIARE PD

PROVINCIA DI ASCOLI PICENO
FEDERAZIONE PD PROVINCIALE

 

 

ENTI LOCALI

INCONTRI CON GLI AMMINISTRATORI E I DIRIGENTI DEL PD  DEL TERRITORIO

 

MARTEDì 30 novembre ore 21,00 VALTESINO  

Sala Riunioni Circolo Ricreativo E. Fabrizi Santa Maria Goretti, OFFIDA

LUNEDì 6 dicembre ore 21,00 PAGLIARE DEL TRONTO

Sala Convegni Palazzetto dello Sport

GIOVEDì 9 dicembre ore 18,00 SAN BENEDETTO DEL TRONTO

Sala Consiliare

MARTEDì 14 dicembre ore 21,00 ROTELLA

Municipio, Palazzo Magnalbò

 

PARTECIPANO GLI AMMINISTRATORI, I DIRIGENTI E I RAPPRESENTANTI DEGLI ENTI DI SECONDO GRADO DEL PD

 

MARTEDì 30 novembre ore 21,00 VALTESINO OFFIDA

OFFIDA, MONTEFIORE, CUPRA MARITTIMA, CARASSAI, COSSIGNANO, MASSIGNANO, MONTALTO MARCHE, RIPATRANSONE, ACQUAVIVA

LUNEDì 6 dicembre ore 21,00 PAGLIARE DEL TRONTO

MONTEPRANDONE, MONSAMPOLO,COLLI del TRONTO, CASTORANO, CASTEL di LAMA,APPIGNANO, CASTIGNANO, SPINETOLI, FOLIGNANO, MALTIGNANO, ASCOLI PICENO, UNIONE COMUNI VALLE DEL TRONTO

 

GIOVEDì 9 dicembre ore 18,00 SAN BENEDETTO DEL TRONTO

SAN BENEDETTO del TRONTO, GROTTAMMARE

MARTEDì 14 dicembre ore 21,00 ROTELLA

COMUNANZA, FORCE, PALMIANO, MONTEGALLO, ROCCAFLUVIONE, MONTEMONACO, VENAROTTA, ROTELLA, ACQUASANTA, MONTEDINOVE, ARQUATA

 

PARTECIPERANNO:

L’ONOREVOLE LUCIANO AGOSTINI

L’ASSESSORE REGIONALE ANTONIO CANZIAN

IL CONSIGLIERE REGIONALE PAOLO PERAZZOLI

 


11 dicembre - Manifestazione nazionale Pd: Con l’Italia che vuole cambiare

Sabato 11 dicembre
Manifestazione nazionale Pd.

Alle ore 14.00 partenza del corteo da Piazza della Repubblica e arrivo previsto per le 15.30 a Piazza San Giovanni con discorso di Pier Luigi Bersani.

 

Sulla grande manifestazione organizzata dal Partito democratico a Roma il prossimo sabato 11 dicembre, il Pd non lancia numeri a caso ma si attende una grande partecipazione e la piazza San Giovanni gremita di gente perché come ha dichiarato ai giornalisti Nico Stumpo, responsabile organizzazione del Partito: “Chi partecipa potrà dire il giorno dopo c’ero anch’io”.

Ecco i dati della manifestazione: imponente è già la base di partenza, costituita dai 93mila militanti. Per questo sono previsti due cortei: uno partirà da piazzale dei Partigiani e uno da piazza della Repubblica, dalle ore 14.00, cortei che si riuniranno alle 15,30 a piazza san Giovanni dove è atteso il comizio finale del Segretario del Pd Pierluigi Bersani. Arriveranno da tutta Italia, 18 treni speciali e i 1500 pullman che giungeranno a Roma sabato mattina.

Da Piemonte e Basilicata sono state organizzate anche due bande musicali, che si uniranno ai due cortei, ai quali parteciperanno anche una rappresentanza del forum immigrazione del Pd, dei giovani democratici e del forum donne. Dal Piemonte, poi, arriveranno anche 20 pullman del Movimento dei moderati. A questi si aggiungeranno le adesioni non organizzate, provenienti da fuori città e dalla Capitale e mobilitazioni sono previste anche all’estero, da Sidney a Zurigo, quest’ultima collegata via satellite con Roma. Ai partecipanti saranno distribuiti come gadget ombrelli e scaldacollo con le insegne del Partito democratico.

Sarà una grande festa per gli italiani che vi parteciperanno, con momenti di musica ed altri di riflessione. Sul palco, che l’organizzazione del Pd sta già cominciando a montare in piazza San Giovanni, saliranno tanti famosi artisti italiani: Neffa, con la canzone ‘Cambiera’ che è già colonna sonora di molte iniziative Pd; Simone Cristicchi; il trombettista jazz Roy Paci; la cantautrice Nina Zilli e la Med Free Orkestra. Anche dei semplici cittadini rappresentativi di diverse generazioni, daranno il loro contributo alla manifestazione del Partito democratico, leggendo alcuni articoli della Costituzione della Repubblica italiana, che sarà quindi l’altra grande protagonista della manifestazione di San Giovanni.

Infine chiuderà la manifestazione il Segretario Pier Luigi Bersani, l’unico rappresentante del Pd ad intervenire alla kermesse del Partito. Il leader democratico chiederà uno sforzo comune per liberare il Paese da Berlusconi ma guarderà anche avanti, delineando l’Italia che sarà. Gli altri dirigenti democratici assisteranno all’evento in uno spazio ai piedi del palco. La manifestazione sarà seguita in diretta da Rai news 24, da Sky, dalla tv del Partito democratico: Youdem oltre che da una serie di altri social network.

“Per sabato si prevede una partecipazione molto alta, sarà una manifestazione di svolta, e prima di tutto una festa di liberazione dal berlusconismo”, ha dichiarato alla stampa Stefano Di Traglia, Responsabile comunicazione del Pd. Ai giornalisti che gli hanno chiesto: “Sarà una spallata?”, Di Traglia ha risposto: “Ci proviamo, la manifestazione è a due giorni dal voto della mozione di sfiducia al governo e tutti coloro che parteciperanno, vogliono che l’esecutivo cada, ma non vogliono solo la protesta, vogliono come noi che si apra una fase nuova nel Paese per poter finalmente immaginare una nuova Italia, per questo lo slogan della manifestazione è ‘Con l’Italia che vuole cambiare’”.

Riguardo la partecipazione di altri leader dell’opposizione alla manifestazione contro le politiche del governo Berlusconi, dalla sede del Pd al Nazareno non si pongono obiezioni: “Chiunque voglia venire è il benvenuto”, dichiarano gli esponenti del Pd alla stampa

Fonte: www.bersanisegretario.it/


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