Dal bacino del mediterraneo opportunità di sviluppo per le aziende del Piceno

Il Bacino del Mediterraneo è un’area di estremo interesse per l’Italia, sia per la  vicinanza geografica, che per la presenza di mercati  emergenti con buone prospettive di crescita. Soprattutto per alcuni settori che caratterizzano il sistema economico del Piceno l’opportunità di aprire nuove prospettive di mercato o di consolidare quelle già esistenti costituisce una grande occasione che merita un’attenta analisi e valutazione.Il 2 dicembre Ascoli diventerà un punto di riferimento importante per esperti e operatori economici che avranno modo di confrontarsi sul tema:  “Investire nel Mediterraneo. Opportunità e strumenti per le imprese marchigiane”. Si tratta del primo appuntamento del ciclo di incontri “Gli imprenditori marchigiani e le prospettive di internazionalizzazione delle imprese”, promossi dall’Università degli Studi di Macerata, con il patrocinio della Regione Marche e del Consorzio Universitario Piceno e dedicati al tema dell’internazionalizzazione, con momenti di approfondimento e discussione su aree geopolitiche ed economiche di particolare interesse per l’espansione del tessuto produttivo locale.

L’obiettivo è quello di fornire gli elementi informativi e alcuni strumenti operativi di base che permettano di affrontare adeguatamente i mercati esteri e migliorare la competitività delle aziende della Regione e in particolar modo della provincia di Ascoli.

Il primo incontro si rivolge interamente ai Paesi della sponda sud del Mediterraneo, un’area in fase di forte sviluppo, che presenta importanti opportunità di business per le piccole e medie imprese del Piceno. Le analisi degli argomenti trattati nel convegno saranno curate da alcuni tra i più importanti esperti come Vittorio Emanuele Parsi, Professore di Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Gian Carlo Bertoni, Responsabile Dipartimento Promozione e Marketing di SIMEST, Valerio Valla, membro della Commissione per la Valutazione dei Programmi Made in Italy del Ministero dello Sviluppo Economico, Andrea Della Bianca, Owner Auxilia General Service Tunisia  ed esponenti di istituzioni e associazioni locali, tra cui Francesco Adornato, Preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Macerata, Pietro Marcolini, Assessore al Bilancio della Regione Marche, Renzo De Santis, Presidente del Consorzio Universitario Piceno, Gino Sabatini, Presidente di Piceno Promozione, nonché dirigenti delle imprese del territorio.
 
Nel corso del dibattito verrà presentato un quadro politico ed economico generale dell’area, con alcuni dati relativi all’interscambio italiano con i principali Paesi del bacino. Saranno, inoltre, valutati i settori di maggiore interesse per il tessuto produttivo locale e le diverse possibilità di investimento per le imprese del territorio. Uno spazio importante sarà dedicato alle possibilità di finanziamento offerte dai bandi europei e dalle istituzionali nazionali. All’interno del dibattito, un focus particolare sarà riservato alla Tunisia, un mercato in espansione che offre ottime possibilità di investimento per gli imprenditori marchigiani.

Non mancherà la presentazione di case studies, con testimonianze di imprenditori e operatori con una consolidata esperienza nelle aree trattate, per fornire informazioni e spunti di riflessione sulle prospettive di sviluppo di business e sulle opportunità emergenti, ma anche sulle criticità e sulle possibili modalità di prevenzione di fattori di rischio.
Il seminario non vuole essere un momento “unico” di incontro ma solo il primo di una serie di appuntamenti dedicati agli imprenditori e agli operatori locali. I prossimi incontri si svolgeranno nei mesi di Febbraio e Aprile e saranno dedicati ad altre aree geopolitiche di interesse. Crediamo, infatti, che la realtà produttiva locale, variegata e densa di eccellenze che valorizzano il Made in Italy e caratterizzata soprattutto dalla presenza di PMI, stia mostrando una sempre maggiore propensione all’internazionalizzazione che deve sostenuta dalle istituzioni.

In questa fase” ha detto il presidente del CUP Consorzio Universitario Piceno Renzo Maria De Santisappare estremamente importante attuare quelle linee strategiche di politica economica finalizzate a valorizzare il territorio e le caratteristiche stesse della nostra economia, sostenendo le aziende nella ricerca delle nuove opportunità che nascono dall’allargamento del mercato, sia fornendo il know how adeguato, sia costruendo sinergie e partnership tra istituzioni, imprese, università e altri attori del contesto regionale”.

 


Approvano il ddl Gelmini. E la chiamano riforma…

Il voto definitivo sul ddl Gelmini è arrivato in un clima surreale solo a sera. Il ddl ha ricevuto 307 sì, 252 no mentre 7 deputati si sono astenuti ma l’impegno in Aula delle opposizioni registra la 63sima e la 64esima sconfitta sugli emendamenti dal Pd, Api e da Fli. Fuori da Montecitorio è Roma a sperimentare lo stato d’assedio e in tutta Italia si protesta nelle piazze e sui tetti, con 7.000 studenti bolognesi che occupano l’autostrada. Nella capitale dalla prima mattina il centro è bloccato al traffico e nelle zone limitrofe al Parlamento è impedito persino il passaggio a piedi. E contro gli stduenti arrivano cariche e lacrimogeni.

Dario Franceschini, nel suo intervento alla Camera nel quale ha annunciato il voto contrario del gruppo del Pd al ddl Gelmini, ha definito quello del governo “l’ultimo atto di debolezza di una maggioranza senza muscoli che a tempo scaduto prova a imporla”. Rispondendo a Berlusconi che aveva detto che gli studenti bravi devono andare a studiare invece che a manifestare (zitti e buoni quindi)lo ha invitato a riflettere senza la sua “sua consueta arroganza. Caro Berlusconi, è proprio per questo che manifestano, per poter studiare nelle università italiane. Su 230 nostri emendamenti di merito, ne avete bocciati 220 senza nemmeno discuterli. Siete sordi con l’arroganza di una maggioranza che sa che il tempo è finito e vuole piantare una bandierina. Questo sarà il vostro ultimo atto di debolezza”.

 

“Le migliaia di studenti che stanno manifestando in tutta Italia non hanno le spalle nessun partito e nessun sindacato, hanno fatto tutto spontamente - ha ricordato Franceschini - Le riforme vere si fanno sempre con l’ascolto e la concertazione e le proteste si cerca di capirle e non le si liquida con slogan sprezzanti. E’ solo uno slogan parlare di lotta contro baroni e di merito. Pretendete di chiamare riforma quello che è solo un elenco di tagli. I ragazzi - prosegue - con la loro intelligente protesta hanno capito quello che non ha capito il ministro Bondi e cioè che i nostri monumenti sono la nostra carta di presentazione al mondo. Imparate da loro. Noi faremo diventare centrale il tema dell’universita’ alla manifestazione del Pd dell’11 dicembre”.

“A prescindere dal voto di stasera non credo che il governo porterà a termine la riforma dell’università, cioè non riuscirò ad applicarla”. Ne è convinto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, che adesso non si ferma: “Il Pd continuerà con le sue critiche e le sue proposte ma riprenderemo il tema anche nella manifestazione dell’11 dicembre, per dare voce a tutto il sistema del sapere che è stato calpestato dal governo, caso unico al mondo”.

Insomma l’approvazione del ddl Gelmini alla Camera segna un brutto giorno per l’università e per l’Italia, come scrive Marco Meloni, responsabile Università e Ricerca della segreteria Pd in una lettera che a poche ore dalla riforma arriva nelle caselle e-mail di oltre 7.000 docenti e ricercatori : “Il governo ha voluto procedere con un colpo di mano senza un confronto serio sul merito, che invece avrebbe potuto impegnare il Paese – le classi dirigenti, gli studenti, le famiglie, i cittadini – attorno a un tema decisivo per il futuro di tutti e affidare al Parlamento la responsabilità di agire nell’interesse generale. Una legge inutile e dannosa, che non muta in nulla lo status quo e ha il solo scopo di dequalificare e definanziare il sistema dell’università e della ricerca: né autonomia, né merito, né regole chiare. E invece questo governo al capolinea, atteso tra pochi giorni da un voto di sfiducia che speriamo che lo mandi definitivamente a casa, ha voluto procedere con un atto di forza che ne tradisce tutta la debolezza. Nessuno spazio per il confronto e per il civilissimo dissenso di studenti e ricercatori: se venisse approvata definitivamente, una riforma del genere dovrebbe essere rapidamente superata. Quando saremo al governo, ci impegneremo per riformare e rilanciare realmente, con coraggio e incisività, l’università italiana, sulla base di un progetto che parte dalle proposte finora elaborate. La ricerca e l’università non sono un costo inutile a cui tagliare le gambe, ma la priorità per il rilancio e lo sviluppo dell’Italia”.

Per Walter Tocci, deputato del Pd, “la cosa pazzesca è che si parla solo di norme e non si parla delle cose importanti: la ricerca la didattica, gli studenti. Ovvero le cose che fanno l’università”. L’analisi è dura: “Non ci sono più soldi per la ricerca, non c’è un piano nazionale di investimenti. Per la didattica: veniamo da una riforma che dovrebbe essere sottoposta a manutenzione. E poi gli studenti che non ottengono le borse di studio cui hanno diritto”. Un futuro sempre più grigio: “Quest’anno sono diminuite le immatricolazioni. E sono I figli delle classi meno agiate che non ce la fanno più. La riforma Gelmini è una legge che aggrava le ingiustizie sociali”. E conclude l’intervento in aula con una promessa: “Toccherà a noi fare la vera riforma, quando andremo al governo. E diremo ai ragazzi scesi in piazza: l’Italia ha bisogno di voi”.

La riforma che fa paura.“Buongiorno, mi scusi dovrei passare” chiedo gentilmente al poliziotto che è posto tra i due blindati azzurri e bianchi della Polizia che bloccano strada e marciapiede. “Dove dovrebbe andare?” risponde l’agente che poi aggiunge che non si può passare. “Io lavoro vicino a Palazzo Colonna” obietto. “Allora nulla da fare, lì non è possibile arrivare” chiude il discorso il poliziotto. Non è un dialogo surreale ma uno dei tanti che il poliziotto di turno avrà dovuto fare con i tanti passanti e turisti che, sotto la pioggia, per diversi motivi volevano fare una passeggiata o raggiungere i proprio luogo di lavoro. Turisti e romani non studenti ovviamente.

È vero che c’è una strana aria oggi a Roma e si respira davvero molta tensione. La gestione dell’ordine pubblico dovrà essere garantita con molta cautela, raccomanda il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: “speriamo che sia governata bene perché c’è tensione in giro. Franceschini è andato a parlare con Maroni e ha raccomandato tutta l’attenzione necessaria”. Ma poi sono arrivati gli scontri, le piazze bloccate e il PD ha chiesto al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, di riferire in aula alla Camera.
Bersani attacca: “Mi pare che nella stragrande maggioranza studenti e ricercatori si sono mossi in modo pacifico. Ha impressionato la città militarizzata, mai vista Roma così, e se si è arrivati a questa tensione è per irresponsabilità del governo che ha perso la testa e la presa sui problemi del paese”.

La stessa tensione si respira anche dentro palazzo Montecitorio. Il governo ha appena subito la sua 63sima sconfitta dopo che le opposizioni hanno fatto approvare un emendamento proposto dall’On.le Granata sugli assegni di ricerca. E in chiusura arriva la 64sima sconfitta quando l’Aula ha approvato tre emendamenti identici di Fli, Api e Pd all’articolo 25 del ddl con 283 voti favorevoli e 261 contrari. Tensioni ancora maggiori si registrano in tutta Italia.

A Bologna gli studenti hanno bloccato l’autostrada A14, a Bari occupato il teatro Petruzzelli, a Palermo bloccato i varchi per accedere al porto, a Milano occupato i binari della stazione Greco, a Torino bloccato l’accesso alla Tangenziale. Diverse stazioni dei treni vengono occupate in tutto il Belpaese. Che la protesta stia avanzando con grande forza se ne accorgono tutti tranne il ministro Gelmini che continua nella sua crociata per liberare Gerusalemme dai baroni. Perfino Bossi capisce della gravità della situazione se arriva ad ammettere che “gli studenti hanno un po’ ragione”.

Per Anna Finocchiaro, Presidente dei senatori del Pd “il giudizio sulla riforma Gelmini è negativo ed è noto. Questa è una riforma che nasce dai tagli che sono stati operati all’Università e alla ricerca. Ma voglio aggiungere che chi vuole governare il Paese e non soltanto comandare come pare stiano facendo il Presidente Berlusconi e il ministro Gelmini dovrebbe ascoltare e tenere conto che il Paese si sta rivoltando contro queste norme: ormai ci sono manifestazioni di studenti, di ricercatori, di docenti in tutta Italia che durano da giorni e che oggi vedranno un’ulteriore giornata di proteste. Il Governo doveva interloquire con la protesta e provare ad ascoltare. Anche per questo trovo che militarizzare il centro di Roma oggi non sia un segnale di ascolto e di dialogo ma l’ennesima chiusura e forzatura che trovo sinceramente assurda”.

“Capisco che abbiano paura. D’altronde, per chi è circondato da chi dice sempre e solo “sì’”, vedere da vicino tanti italiani delusi e arrabbiati per le scelte (poche e sbagliate) del governo deve essere insopportabile. Ma il panico del Governo per la sfiducia degli italiani non può tenere in ostaggio un’intera città, soprattutto se si tratta della Capitale. E’ ridicolo e drammatico insieme vedere le strade del centro chiuse persino ai pedoni, per la paura di un governo chiuso in palazzi che si vorrebbero isolati dal mondo. Non lo meritano i romani; non lo meritano gli studenti e i ricercatori che stanno pacificamente manifestando per il proprio futuro e per quello del paese; non lo meritano le istituzioni, che dall’ascolto dei cittadini hanno solo da imparare, non certo da temere”. E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata PD e Segretario della Commissione Difesa della Camera dei Deputati.

“In un Parlamento assediato dalle forze dell’ordine e circondato dal deserto, il Governo manda in scena l’ultimo tentativo disperato di far passare il ddl Gelmini, del quale sono venuti allo scoperto tutti i limiti e tutte le mancanze - ricorda Pina Picierno, parlamentare Pd - mentre i ricercatori e gli studenti occupano i tetti, le piazze e le strade, mentre a Roma – ha proseguito Picierno - viene impedito a migliaia di ragazzi di raggiungere piazza Montecitorio per un sit-in autorizzato, il Governo viene battuto sul voto a un emendamento. Più che di una riforma epocale, si tratta di uno spiaggiamento epocale: quello di un Governo ormai incapace di portare avanti i propri progetti, costretto a intestardirsi nella propaganda a cui ormai il Paese non crede più. Si consenta almeno ai manifestanti di portare a termine pacificamente le proprie proteste per le strade di Roma, evitando di alimentare la tensione.”

Fonte: www.partitodemocratico.it


Seminario “Guida alla redazione del bilancio di previsione 2011″

1 Dicembre 2010
09:00a14:00

 

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Giornata Seminariale di Studio

 

GUIDA ALLA REDAZIONE DEL

BILANCIO DI PREVISIONE 2011

 

 

MERCOLEDI 1 DICEMBRE 2010

 

ore 9.00 – 14.00

 

Sala Convegni

Castello di Falconara Alta

FALCONARA MARITTIMA (AN)

a 5 Km dall’uscita Ancona Nord della A14 e dalla variante alla SS16 

 

 

RELATORE

 

Dott. SERGIO MARZARI

Ragioniere Capo a r.

Esperto di finanza locale

 

 

Anche quest’anno, come nel 2010, la legge finanziaria, cui in passato i Comuni facevano

solitamente riferimento per la compilazione del bilancio di previsione, è sostanzialmente

 stata anticipata dal D.L. 78/2010 convertito nella legge 122/ 2010. Novità sono, poi, state

introdotte dal cosiddetto “collegato lavoro” recentemente approvato dopo un iter

parlamentare durato due anni. Purtroppo alcuni problemi di notevole consistenza e

influenza sulla gestione degli enti locali risultano ancora in discussione: utilizzo oneri di

urbanizzazione, possibilità di indebitamento ed in particolare il patto di stabilità interno.

Il seminario si propone, pertanto, come di consueto, di esaminare insieme tali problemi

che sono fondamentali per la stesura del bilancio di previsione 2011, approfondendo le

nuove disposizioni introdotte e lasciando ampio spazio ai quesiti.

 

 

PROGRAMMA

 

 

 · Criteri generali di formazione del bilancio di previsione 2011

 

· Il punto sui tagli dei trasferimenti erariali previsti dal D.L. 2/2010 e dal D.L.78/2010

 

· Applicazione delle disposizioni del D.L.78/2010 in tema di:

 

· Costi della politica

 

· Costi degli apparati amministrativi

 

· Costi del personale: possibilità di assunzione e limite di spesa annuale

 

· Partecipazione societarie

 

· Forme associative

 

· Partecipazione all’accertamento dell’evasione tributaria

 

· La nuova disciplina in ordine all’utilizzo delle sanzioni per violazione al codice della strada

 

· I nuovi limiti di indebitamento

 

· Utilizzo avanzo di amministrazione

 

· Utilizzo dei contributi per permessi di costruire

 

· Novità derivanti dal “collegato lavoro”

 

· La nuova disciplina prevista per il patto di stabilità

 

· Risposta ai quesiti

 

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QUOTA DI PARTECIPAZIONE

 

La quota di partecipazione, comprensiva del materiale di documentazione , è prevista in modo differenziato:

·     Per i Comuni ed Enti aderenti alla Lega fino a 2.000 abitanti,80,00 a persona;

·     Per gli altri Enti aderenti alla Lega,110,00 a persona;

·     Per i Comuni ed Enti non aderenti fino a 2.000 abitanti,  110,00 a persona;

·     Per gli altri Comuni ed Enti non aderenti, € 150,00 a persona

Si specifica che le spese di bonifico sono  obbligatoriamente a carico dell’ente che effettua le iscrizioni

 

 

MODALITÀ DI PAGAMENTO

 

Le iscrizioni vanno comunicate alla Lega delle Autonomie Locali - Marche, Via Matteotti n. 85 - 60121 Ancona, trasmettendo l’allegata scheda di  iscrizione via fax (071/206808) o per posta elettronica legautonomie.marche@virgilio.it

 

La quota di partecipazione potrà essere effettuata tramite versamento sul Conto Corrente Postale IT 80 C 07601 02600 000010576601 intestato alla Lega Regionale delle Autonomie Locali o sul Conto Corrente Bancario (Banca Monte dei Paschi di Siena) IT 81 P 01030 02603 000001027157.

Al fine di consentire un corretto svolgimento dell’iniziativa si invita a comunicare telefonicamente o via fax la partecipazione almeno 2 giorni prima della data del Convegno.

 

 

 

SCHEDA DI ISCRIZIONE

 

Seminario di Studio -  mercoledì 1 dicembre 2010 –  FALCONARA MARITTIMA

 

 

Il _____________ di ___________________________ P.I. _____________________

              ENTE                         

 

aderisce al Seminario di Studio ed iscrive i seguenti suoi rappresentanti:

 

1. ________________________________________________________________________________

qualifica___________________________________________________________________________

2. ________________________________________________________________________________

qualifica___________________________________________________________________________

3. ________________________________________________________________________________

qualifica___________________________________________________________________________

 

 

 

 

 

 

 


Seminario “Investire nel Mediterraneo. Opportunità e strumenti per le imprese marchigiane”

2 Dicembre 2010
17:00a19:30

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Seminario

 

INVESTIRE NEL MEDITERRANEO

Opportunità e strumenti per le imprese marchigiane

 

Primo appuntamento del ciclo di incontri:

GLI IMPRENDITORI MARCHIGIANI E LE PROSPETTIVE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE

 

GIOVEDI’ 2 DICEMBRE 2010

Ore 15,00 - 19:00

SALA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE

PIAZZA SIMONETTI

ASCOLI PICENO

 

Info: Univerità degli studi di Macerata - Facoltà di Scienze Politiche

sede distaccata di Spinetoli 0736/893056

CUP 0736/343986

 

 SCARICA LA LOCANDINA DELL’EVENTO CLICCA QUI

 


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