Immigrazione: “Il 13 aprile sit-in del PD davanti al Parlamento per la legge sulla cittadinanza”
- Data: 28 Mar 2011
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Continueremo il nostro impegno affinché tutti gli italiani si riconoscano nella parola d’ordine: chi nasce e cresce in Italia è italiano.
“Il PD vuole essere il Partito della convivenza e costruirla attivamente giorno per giorno, ed è per questo che il 13 aprile sarà davanti al Parlamento con ragazzi nati o cresciuti in Italia di origine straniera che porteremo ad incontrare i capigruppo delle forze politiche per chiedere che fine ha fatto la legge sulla cittadinanza. Continueremo il nostro impegno affinché tutti gli italiani si riconoscano nella parola d’ordine: chi nasce e cresce in Italia è italiano”, questa la dichiarazione di Marco Pacciotti Coordinatore del forum Immigrazione del PD, a margine della Conferenza PD sull’Immigrazione .
“Si è conclusa a Roma, la prima Conferenza Nazionale del PD sull’Immigrazione. Due giorni di dibattito in cui si è parlato di diritti, di doveri, di una politica europea, di regole per una buona integrazione di ingressi regolari e di una Italia della convivenza. Numerose le adesioni e le partecipazioni di amministratori locali, rappresentanti di comunità straniere, dell’associazionismo, delle forze sociali ed economiche dei sindacati.Un incontro in cui si è parlato dell’Italia della normalità, dell’Italia nascosta, dell’Italia che vuole avere una visione comune dei problemi, basata sul dialogo e sulla cooperazione. Ma anche di una Italia della convivenza dove ruolo fondamentale lo svolgono i comuni che grazie al gioco di squadra con il volontariato, l’associazionismo, i sindacati, gli imprenditori e le scuole hanno accorciato le distanze tra italiani ed immigrati. Il Partito Democratico vuole fare la sua parte e per questo propone ‘10 chiavi per una nuova città della convivenza’, tra cui: inclusione dei nuovi italiani nelle liste elettorali, giunte comunali e commissioni di lavoro; estensione del servizio civile volontario ai giovani immigrati lingua,cultura italiana ed educazione civica; tavolo permanente di dialogo con le comunità religiose”.
Le 10 proposte del PD per la nuova città della convivenza
1) Inclusione dei nuovi italiani nelle liste elettorali, giunte comunali e commissioni di lavoro.
Per una partecipazione più incisiva dei nuovi italiani nella comunità locale e una possibilità di contributo nell’ambito di tutte le politiche per la città, è opportuno garantire nuove forme di rappresentanza non solo nei tavoli che interessano l’immigrazione.
2) Estensione del Servizio Civile Volontario ai giovani figli di immigrati.
Chi nasce e cresce in Italia, non divenendo automaticamente cittadino italiano, è escluso anche dall’opportunità di partecipare al Servizio Civile Nazionale.
3) Finestre di comunicazione interculturale sui media locali.
Un gruppo composto da mediatori e specialisti nella gestione e soluzione dei conflitti pronto ad intervenire nei casi di emergenza e di proporre progetti a medio-lungo termine per la prevenzione dei conflitti. In particolare nei quartieri ad alta concentrazione di immigrati.
6) Tavolo permanente di dialogo con le comunità religiose.
Un’occasione di confronto e promozione del dialogo interreligioso e con le minoranze religiose presenti e attive nel territorio. In particolare si prevede un percorso di dialogo e promozione di un Patto di cittadinanza per la moschea, da siglare tra i cittadini e le comunità islamiche locali.
7) Consulta cittadina degli immigrati
Un coordinamento tra le associazioni di immigrati per favorire un facile e diretto dialogo con l’amministrazione comunale e coordinare iniziative e attività comuni.
8) Costituzione della Casa delle Culture.
Potenziamento delle proposte di formazione dirette ai cittadini stranieri di lingua e cultura italiana. Introduzione di moduli formativi di educazione civica da programmare anche in collaborazione con le comunità di immigrati.
10) Lettera di benvenuto al nuovo cittadino italiano.
Il sindaco della città dovrà inviare una lettera a tutti i nati nel Comune da genitori stranieri al compimento del loro diciottesimo anno di età per comunicare loro l’opportunità e l’urgenza di provvedere a richiedere la cittadinanza italiana per chi ne fosse interessato.
Fonte: www.unita.it
PD: “ No al nucleare, si allo sviluppo delle energie pulite da fonti rinnovabili – Dichiarazione di incompatibilità del territorio provinciale ad ospitare centrali nucleari”
- Data: 24 Mar 2011
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Proposta di deliberazione ad oggetto:
“ No al nucleare, si allo sviluppo delle energie pulite da fonti rinnovabili.
Dichiarazione di incompatibilità del territorio provinciale ad ospitare centrali nucleari”
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Il Consiglio Provinciale di Ascoli Piceno
- Nel seguire con grande partecipazione la situazione creatasi in Giappone a seguito del catastrofico terremoto del 11 marzo 2011 che ha provocato migliaia di morti, feriti, distruzioni e generato una situazione di estrema drammaticità, auspica che essa venga affrontata dall’intera comunità internazionale ed a tale riguardo, nell’esprimere tutta la propria vicinanza e solidarietà al popolo giapponese, si impegna fin da adesso a partecipare a tutte le iniziative che saranno messe in atto per aiutare quelle popolazioni, sollecitando il governo italiano a sostenere fattivamente gli sforzi di ripresa dello stato giapponese;
- Rilevato che il terremoto, ed ancora di più il conseguente maremoto, hanno prodotto gravissimi danni alla rete infrastrutturale dello stato giapponese ed in particolare ad alcuni impianti nucleari per la produzione di energia elettrica, causando fuoriuscita di materiale radioattivo, determinando una situazione di estrema drammaticità non solo per le popolazioni residenti nelle immediate vicinanze dell’impianto ma in tutte le comunità di quell’area e dell’intero pianeta;
- Considerato che tale situazione dimostra quanto alti siano ancora i rischi legati alla produzione di energia nucleare, al punto che anche un Paese tecnologicamente e scientificamente tra i più avanzati nel mondo come il Giappone non riesce a garantire la sicurezza dei propri impianti, non è in grado di gestire in sicurezza situazioni di emergenza ed espone l’intera umanità a rischi così elevati da metterne in discussione l’esistenza sia oggi che per le generazioni future;
- Preso atto che alla luce della situazione creatasi in Giappone molti Stati del pianeta ed in particolare quelli a sviluppo tecnologico più spinto come gli Stati Uniti d’America, la Germania, la Francia, l’Inghilterra, per altro nuclearisti da diversi decenni, abbiano sentito la necessità di aprire una fase di profonda riflessione sul futuro dell’energia nucleare, avviando una seria riconsiderazione sulla sicurezza di tale tecnologia, sulle garanzie effettive per la salute degli uomini e la vita del pianeta, assumendo la determinazione di subordinare ogni ulteriore sviluppo dell’energia nucleare a concrete, serie e incontrovertibili certezze sugli interrogativi posti, che si aggiungono ad altri già da tempo presenti e mai risolti quali quelli legati allo smaltimento delle scorie radioattive, ai costi economici ed ambientali, ecc.
- Rilevato, in palese e disarmante controtendenza rispetto a quanto sopra evidenziato, che il governo italiano ha assunto invece una irresponsabile posizione di chiusura rispetto ai dubbi ed agli interrogativi che tutti il mondo si pone sulla sicurezza degli impianti e ha dichiarato, per bocca dei ministri all’Ambiente ed alle Attività Produttive oltre che di esponenti della maggioranza, l’intenzione di procedere senza indugi e tentennamenti con il programma di reintroduzione dell’energia nucleare in Italia che prevede la costruzione di diverse centrali nucleari nel nostro Paese;
- Evidenziato che tale scellerata decisione si aggiunge a quelle intraprese negli ultimi giorni con l’approvazione, da parte del governo, di provvedimenti di legge che riducono fortemente la possibilità di sviluppo dell’energia pulita da fonti rinnovabili, con un atto che si contrappone alla necessità di politiche virtuose in campo ambientale, non in linea con le politiche energetiche comunitarie del 20/20/20 (limitare del 20% le emissioni di gas serra, arrivare al 20% di energia da fonti rinnovabili, aumentare del 20% l’efficienza energetica), che allontanerà sempre di più il nostro Paese dagli obiettivi del Protocollo di Kyoto e che deprime e blocca un intero settore della green economy che dà, con continuità, posti di lavoro e redditi d’impresa;
- Ritenuto quindi assolutamente necessario che da parte di tutte le comunità locali, come in maniera spontanea sta avvenendo in tutto il Paese, si faccia sentire con forza la voce della stragrande maggioranza dei cittadini che chiedono di sospendere le iniziative intraprese per la costruzione di centrali nucleari e di revocare le norme emanate che penalizzano e di fatto sospendono lo sviluppo dell’energia pulita da fonti rinnovabili;
delibera
1) di chiedere al Governo italiano di sospendere tutte le iniziative avviate in relazione alla reintroduzione in Italia dell’energia nucleare attraverso la costruzione di nuove centrali sul territorio italiano, partecipando alla comune riflessione avviata da tutta la comunità internazionale sull’uso di tale tecnologia ed assicurando il coinvolgimento di tutto il Paese sulla determinazione di nuove scelte di politica energetica nazionale che assicurino le compatibilità ambientali, la sicurezza, la salute dei cittadini;
2) di dichiarare tutto il territorio della provincia di Ascoli Piceno incompatibile ad ospitare centrali nucleari;
3) di chiedere al Governo italiano di rivedere drasticamente il decreto legislativo sulle rinnovabili convocando immediatamente un tavolo di confronto con tutti gli operatori del settore per poter definire al più presto un nuovo sistema di incentivi, non lasciando nell’incertezza l’intero settore, anticipando l’emanazione del decreto ministeriale in materia entro la prima decade di aprile, facendo salvi gli investimenti avviati sulla base del precedente quadro normativo;
4) di assicurare, in tutto il territorio provinciale, lo sviluppo reale di investimenti nel campo della produzione di energia da fonti rinnovabili, in piena compatibilità con le caratteristiche paesaggistiche ed ambientali del territorio, così come assicurato dalla vigente legislazione in materia ed in particolare dalle linee guida nazionali e regionali, senza apporre ulteriori ingiustificati ostacoli ed impedimenti posti con l’unico scopo di bloccare lo sviluppo della produzione energetica ecocompatibile.
impegna
il Presidente del Consiglio Provinciale a trasmettere copia della presente deliberazione a tutti i Comuni della Provincia, proponendone analoga approvazione da parte dei Consigli Comunali.
Gruppo Consiliare Provinciale
Partito Democratico
La Provincia vuole riassestare il bilancio a forza di multe, il Pd non ci sta.
- Data: 22 Mar 2011
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Secondo Di Francesco, Mandozzi e D’Angelo l’amministrazione Celani ha deciso di ripianare le casse provinciali attingendo principalmente a multe, sanzioni e tributi. I democratici sono pronti a un’opposizione durissima in Consiglio.
ASCOLI PICENO – Il Partito Democratico compatto nel bocciare il bilancio varato dalla Provincia e dall’amministrazione Celani. Ieri, lunedì 21 marzo, nelle commissioni è partito l’iter per l’approvazione ma i vertici provinciali dei democratici non ci stanno.
Il segretario Antimo Di Francesco, il capogruppo Emidio Mandozzi e il consigliere, oltre che presidente della commissione Bilancio, Lucio D’Angelo hanno ribadito tutta la loro contrarietà in merito. Palazzo San Filippo deve infatti recuperare 5 milioni di euro dalle precedenti amministrazioni ma secondo il Pd sta pensando di farlo attraverso multe, sanzioni e recupero di vecchi tributi. La voce principale per ottenere tali soldi dovrebbe essere quella di quattro nuovi autovelox che saranno installati in altrettanti strade provinciali.
«In questo periodo si parla tanto di pedaggio sull’Ascoli-Mare – ha spiegato Mandozzi – e la Provincia ha deciso di recuperare ben due milioni di euro con gli autovelox mettendo ancora una volta le mani nelle tasche dei cittadini piceni».
Di Francesco ha rincarato la dose: «Il bilancio certifica il fallimento dell’amministrazione Celani che non ha un benché minimo progetto né programmatico né politico. Oltretutto non c’è nessuna manovra per lo sviluppo economico, anzi si ascrivono a bilancio entrate non sicure come quelle degli autovelox».
Il consigliere D’Angelo ha poi elencato le voci e le cifre con le quali la Provincia intende risanare il passivo: tassa sui pozzi con i tributi dal 2000 in poi (2,6 milioni di euro) e poi sanzioni sui titoli di viaggio (50 mila euro), sul settore caccia e pesca (100 mila euro), nei trasporti pubblici (50 mila euro), smaltimento di rifiuti (più di un milione), violazioni al codice della strada (50 mila euro e 191 mila euro), manutenzione impianti termici (69 mila euro), occupazione aree pubbliche (50mila euro). Altri 250 mila euro infine saranno sborsati dall’Università di Camerino per il rimborso di utenze già pagate.
Il Partito Democratico ha promesso di non fare sconti ed essere pronto a un’opposizione durissima.
Fonte: www.ilsegnale.net
Nuova scossa di terremoto: Fukushima, sale la radioattività.
- Data: 22 Mar 2011
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IL BILANCIO PROVVISORIO SUPERA LE 21 MILA VITTIME
Il bilancio delle vittime del terremoto e dello tsunami che l’11 marzo hanno devastato il nord-est del Giappone ha superato quota 21 mila, secondo la polizia giapponese: i morti accertati sono 9.079, i dispersi 12.645.VICEPRESIDENTE TEPCO VA A CHIEDERE SCUSA AGLI SFOLLATI
Norio Tsuzumi è un signore anziano e potente. E fa un certo effetto vederlo a testa bassa chiedere a un suo probabile coetaneo, seduto su un «futon» in una grande palestra, con tono particolarmente contrito, scusa. Tsuzumi è uno dei vicepresidenti esecutivi della Tokyo denryoku (Toden, Tepco nell’acronimo inglese) e oggi s’è recato in uno dei centri di raccolta per gli sfollati provenienti da Fukushima, la prefettura in cui si trova la centrale danneggiata dal sisma/tsunami dell’11 marzo e centro del peggiore incidente nucleare dai tempi di Chernobyl. Le immagini della visita sono state mostrate oggi in un servizio della televisione pubblica Nhk.
SCOSSA MAGNITUDO 6.2 A MIYAGI E FUKUSHIMA
Una scossa di magnitudo preliminare 6.2 è stata registrata nel Giappone nordorientale alle 18.44 locali (le 10.44 in Italia) ed è stata avvertita soprattutto nelle prefetture di Miyagi e Fukushima, già devastate dal terremoto/tsunami dell’11 marzo. Sulla base di quanto riferito dalla Japan Meteorological Agency (Jma), che non ha lanciato alcun allarme tsunami, l’ epicentro è stato individuato a circa 200 km al largo della costa di Iwate, nelle acque del Pacifico, a una profondità di 10 km.
IL PUNTO ALLE 8.00
Il personale della centrale nucleare di Fukushima ha ripreso a lavorare per cercare di ristabilire i sistemi di raffreddamento dell’impianto, dopo essere stato fatto evacuare per la comparsa di fumo dai reattori 2 e 3. Salgono al contempo i livelli di radioattività sia nel mare che negli alimenti.
A Fukushina nuove fughe di vapore sono visibili anche oggi, secondo i mass media, ma un responsabile dell’agenzia che gestisce l’impianto, Tokyo Electric Power (Tepco), ha dichiarato che il vapore non dovrebbe complicare i lavori. Il raffreddamento dei reattori con l’aiuto dei cannoni ad acqua non è però ripartito, ha precisato l’azienda.
L’Agenzia per la sicurezza ha fatto sapere che una decisione a riguardo dovrebbe essere adottata in giornata. I tecnici sono riusciti a ripristinare l’alimentazione elettrica della centrale coleggando a una linea esterna tutti i reattori, ma non hanno ancora rimesso in funzione le attrezzature, in particolare i sistemi di raffreddamento, essenziali per evitare una fusione del combustibile nucleare. Ieri, fumo grigio era fuoruscito dal reattore 3, allarmando le autorità. Si tratta del reattore che ha subito i maggiori danni causati dal sisma e dallo tsunami dell’11 marzo scorso.
Nel contempo preoccupano i livelli di radioattività, in crescita. Livelli anomali di radioattovità si segnalano nell’acqua di mare attorno alla centrale e negli alimenti. Le concentrazioni di iodio 131 e di cesio 134 riscontrate nell’acqua marina nella zona vicina l’impiante erano ieri sera rispettivamente 126,7 volte e 24,8 volte più elevate rispetto al livello massimo stabilito dal governo nipponico. e anche il fatto che sia stata rilevata la presenza di tracce di radioattività su prodotti alimentari giapponesimostra che la situazione è «più grave» di quanto s’era originariamente pensato, ha detto ieri il portavoce dell’ufficio regionale per il Pacifico occidentale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Peter Cordingley.
Cordinglwy ha detto che la sua organizzazione ritiene che in Giappone si «debba essere cauti» su cosa si beve o mangia. Nei giorni scorsi sono state rilevate tracce di sostanze radioattive su spinaci, altre verdure e latte provenienti dalle aree vicine a Fukushima-1, la centrale danneggiata dallo tsunami e al centro della più grave emergenza nucleare dai tempi di Chernobyl. Rilevata radioattività anche nell’acqua corrente di Tokyo.Il governo nipponico, pur ripetendo a più riprese che le quantità rinvenute sono ben lontane dal rappresentare un pericolo per la salute, hanno bloccato la distribuzione delle verdure prodotte in 4 prefetture limitrofe alla centrale. Cordingley ha sottolineato che, mentre l’area di sicurezza decisa dal governo giapponese s’estende fino a 30 km dalla centrale, gli spinaci contaminati e le mucche che hanno fatto il latte si trovavano anche a 120 km.
Fonte: www.unita.it
Politiche Giovanili, attuato il Piano Annuale degli Interventi di Promozione e Coordinamento.
- Data: 22 Mar 2011
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Promozione del benessere e partecipazione sociale dei giovani, incentivazione di forme associative e aggregative, impulso alla piena cittadinanza: sono gli obiettivi del Piano annuale degli interventi di promozione e coordinamento delle politiche in favore dei giovani, la cui attuazione degli indirizzi applicativi e criteri di ripartizione delle risorse per il 2011 e` stata approvata nel corso dell’ultima seduta di Giunta. ‘Si intende cosi` dare piena attuazione alla Legge regionale 46/95 - commenta l’assessore alle politiche giovanili, Serenella Moroder - coerentemente con il `Programma degli interventi a favore dei giovani per gli anni 2011/2013′, approvato dall’Assemblea Legislativa l’11 gennaio scorso, attraverso interventi finanziari e linee di indirizzo’. Le linee, spiega l’assessore, sono finalizzate a promuovere condizioni che favoriscano la piena partecipazione sociale e il benessere individuale dei giovani dai 16 ai 29 anni, anche sulla base del presupposto che la migliore prevenzione del disagio sia la promozione del benessere e della partecipazione. Sono inoltre promosse le associazioni formali ed informali tra i giovani sulla base del presupposto che forme adeguate di aggregazione siano particolarmente indicate per la promozione della partecipazione sociale e del benessere individuale. Infine, e` favorita l’acquisizione di identita`, competenze, forme di comunicazione che realizzino la piena cittadinanza dei giovani, nella convinzione che sia un valore primario e che possa essere adeguatamente conseguita attraverso rapporti sociali attenti all’autonomia giovanile e insieme alla testimonianza del mondo adulto nei confronti delle nuove generazioni. Per il raggiungimento di questi obiettivi la Regione svolge funzioni di indirizzo e di programmazione. Lo stanziamento regionale e` ripartito secondo i seguenti criteri: l’80% alle Province, proporzionalmente al numero di giovani residenti di eta` compresa tra 16 e 29 anni; il 20% per iniziative e progetti a gestione regionale, o per il sostegno di attivita` di rilievo regionale anche se realizzate da altri soggetti pubblici o privati.
Fonte: regione.marche,it
Pd: “No al nucleare, mai nessuna centrale sul territorio Piceno”
- Data: 22 Mar 2011
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Il gruppo consiliare provinciale del Partito Democratico ha presentato, in alternativa, una proposta di deliberazione per favorire lo sviluppo delle energie pulite da fonti rinnovabili
ASCOLI PICENO – Il Partito Democratico provinciale ha espresso una dichiarazione di incompatibilità del territorio provinciale ad ospitare centrali nucleari, che chiederà di discutere durante il prossimo Consiglio Provinciale.
Il Pd auspica anche ad un intervento dell’ente di Ascoli Piceno nei confronti del Governo: “La Provincia chieda di ritirare il decreto approvato nei giorni scorsi con il quale si è bloccato lo sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili in Italia con un atto che si contrappone alla necessità di politiche virtuose in campo ambientale, non in linea con le politiche energetiche comunitarie. Bloccando un intero settore in crescita come la green economy si perderebbero posti di lavoro e redditi d’impresa”.
L’opposizione provinciale propone di abbandonare l’idea di costruire delle centrali nucleari in Italia, invitando i politici al Governo a riconsiderare la sicurezza di tale tecnologia, per la salute degli uomini e la vita del pianeta e i prolblemi legati allo smaltimento delle scorie radioattive.
“La tragedia del Giappone, con la situazione degli impianti nucleari di Fukushima, dimostra quanto alti siano ancora i rischi legati alla produzione di energia nucleare, al punto che anche un Paese tecnologicamente e scientificamente tra i più avanzati nel mondo, non sia riuscito a garantire la sicurezza dei propri impianti, non sia stato in grado di gestire in sicurezza situazioni di emergenza e abbia esposto l’intera umanità a rischi così elevati da metterne in discussione l’esistenza sia oggi che per le generazioni future”, conclude il gruppo Pd.
Fonte: www.picenooggi.it
Le Regioni dovranno reperire i fondi per le emergenze alzando le tasse
- Data: 18 Mar 2011
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Secondo una direttiva contenuta nel Milleproroghe in caso di calamità naturali si potrà accedere ai finanziamenti del fondo di protezione civile solo dopo aver “spremuto” i cittadini
ANCONA – Un’altra norma contro i cittadini è venuta fuori dal decreto denominato mille proroghe. Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva sollevato perplessità sul fatto che in una sola legge si effettuassero così tanti emendamenti a decreti già esistenti. Nel decreto, infatti, ci sarebbe una legge che va proprio a colpire le regioni come le Marche che hanno subito danni dal maltempo. Così il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, ha deciso di inviare una lettera al presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, in merito agli indirizzi applicativi del “Milleproroghe” e per chiedere un incontro. Questo il testo inviato:
«A seguito della dichiarazione dello stato di emergenza per i drammatici eventi alluvionali di inizio marzo, questa mattina si è svolto presso la Regione Marche un incontro con il Capo del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, Franco Gabrielli.
La finalità era fare il punto sulla relativa ordinanza di protezione civile e sulle misure di ristoro dei danni per la somma urgenza, le attività produttive, il territorio e le infrastrutture. In questa occasione, è stato illustrato il contenuto di una direttiva, attualmente alla Sua firma, concernente gli indirizzi applicativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri relativi al cosiddetto “Milleproroghe”, ovvero all’attuazione del decreto legge n. 225 del 29.12.2010, convertito dalla legge n.10 del 26.2.2011.
Al capitolo “risorse necessarie per fronteggiare l’emergenza”, questa direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri prevede che le Regioni colpite da calamità avranno l’onere obbligatorio, o non quindi la facoltà, di reperire i fondi necessari per gli interventi di emergenza e ricostruzione, attraverso una rigida sequenza di misure, ricadenti tutte sulla stessa comunità regionale:
-manovre del bilancio regionale;
-elevazione alle aliquote massime delle addizionali Irap e Irpef, e degli altri tributi;
-incremento dell’imposta regionale sulla benzina di ulteriori 5 centesimi rispetto al massimo consentito.
Secondo la direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri, solo dopo che saranno attuate dalla Regione tutte queste misure sarà possibile attivare il Fondo nazionale di protezione civile.
Tale impostazione, se confermata, risulterebbe profondamente ingiusta verso comunità duramente colpite da eventi calamitosi, in quanto farebbe venire meno principi di solidarietà, comune responsabilità ed equità di trattamento.
Mi auguro, signor Presidente, che ci sia la possibilità di incontrarci per discutere insieme e rivedere l’applicazione della Sua direttiva».
Anche il parlamentare ascolano dell’Udc Amedeo Ciccanti si schiera in difesa della regione Marche: «La norma di questa maggioranza è ingiusta e assurda, cosi come la circolare di Berlusconi che ne fa l’interpretazione – sottolinea Ciccanti – perché i marchigiani hanno pagato la loro quota per tutti i danni da calamità naturali nei confronti delle altre regioni, come da ultimo quelle del Veneto, Campania e Liguria, mentre adesso che tocca a noi avere la solidarietà nazionale e quindi la restituzione degli aiuti dati, questo Governo slega l’Italia dalle Marche con l’adagio “ognuno per sé Dio per tutti” proprio mentre festeggiamo l’Unità d’Italia».
«Tutti scaricano la responsabilità su Tremonti – conclude Ciccanti – ho chiesto pertanto un incontro con lo stesso Ministro per la settimana ventura con il Governatore Spacca e tutti i parlamentari marchigiani per mettere in chiaro le responsabilità e poter riportare le norme in un quadro di giustizia sostanziale per tutte le regioni colpite da disgrazie naturali».
Fonte: www.ilsegnale.net
Decreto energie rinnovabili, il Pd provinciale accusa: «Scelta scellerata»
- Data: 18 Mar 2011
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Antimo Di Francesco e Emidio Mandozzi invitano i lavoratori a mobilitarsi per chiedere una correzione del provvedimento
ASCOLI PICENO – Nella giornata della protesta dei lavoratori della Troiani&Ciarrocchi in occasione della Tirreno-Adriatico, anche il Partito Democratico provinciale fa sentire la propria voce riguardo al decreto del Governo sulle energie rinnovabili.
Il provvedimento anticipa al prossimo 31 maggio la fine degli attuali incentivi (quelli previsti dal terzo conto energia, che dovevano restare validi fino al 2013), e fissa un tetto massimo di energia da fotovoltaico incentivabile, abbassando gli attuali livelli. Il segretario Antimo Di Francesco e il capogruppo Emidio Mandozzi alzano la voce contro il Governo: «Il recente decreto sulle energie rinnovabili del 3 marzo scorso sta producendo danni gravissimi: getta nell’incertezza un settore di punta dell’economia verde, blocca gli investimenti per nuovi impianti, mette in difficoltà numerose imprese, rischia di far perdere migliaia di posti di lavoro, tra i quali centinaia anche nel Piceno, allontana l’Italia dagli obiettivi europei per il clima e l’energia. Una scelta scellerata che sta provocando un’ondata di protesta in tutta Italia e, oggi, anche sul nostro territorio».
Il Partito Democratico, nel solidarizzare con i lavoratori delle imprese invitandoli ad una mobilitazione efficace ed incisiva per chiedere una immediata correzione del decreto, rinnova le invettive verso la maggioranza governativa: «Nonostante quanto è accaduto e sta ancora accadendo in Giappone, nonostante alcuni tra i Governi più rappresentativi dell’Europa siano già impegnati in una profonda riflessione circa i propri impegni sul nucleare, il Governo Berlusconi invece tira dritto per la propria strada perseguendo la scelta del nucleare a scapito delle energie pulite e rinnovabili. E sì che la protesta che sta dilagando in tutta Italia dovrebbe far capire quanto scellerata sia stata la scelta di azzoppare il settore più dinamico e innovativo dell’economia verde».
«Il governo – proseguono dal Pd – deve rapidamente correggere la rotta. È importante definire prima possibile il nuovo quadro di incentivi (e il ministro Stefania Prestigiacomo, forse resasi conto del disastro combinato dal Governo, sta cercando di correre ai ripari), ma non basta. Decisivo è anche correggere il confuso meccanismo delle aste al ribasso, evitare di imporre tetti annuali limitanti lo sviluppo del mercato e darsi obiettivi coraggiosi e lungimiranti di produzione di energia da fonti rinnovabili in sintonia con i migliori paesi europei».
Fonte: www.ilsegnale.net
Emergenza alluvione
- Data: 8 Mar 2011
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San Benedetto del Tronto | Dalla montagna al mare: la conta dei danni causati dal maltempo di questi giorni sul territorio piceno è immane.
Un territorio che era già flagellato dalla crisi disoccupazionale e che oggi è completamente in ginocchio. Famiglie ed aziende (ivi compresi i concessionari di spiaggia danneggiati dalle forti mareggiate) hanno bisogno di tutto l’aiuto possibile per poter ripartire, ma debbono poterlo fare nell’immediato, non possono permettersi di attendere i tempi del Governo. Quale ‘Italia dei Valori’ alla Regione chiediamo di anticipare i fondi necessari per risarcire quanti sono stati danneggiati in maniera adeguata.
Che non si traduca il tutto in interventi a pioggia, che si dia un risarcimento adeguato a chi è veramente stato colpito, in particolare alle aree di San Benedetto e Monteprandone, risvegliate nella notte dall’acqua del fiume Tronto. L’Itali dei Valori, alla Provincia, chiede un definitivo piano idrogeologico che metta la parola fine alla paura, ai disagi dei cittadini. C’è un piano di emergenza che si occupa anche di prevenzione ma la Provincia si ostina a non attuarlo. Non è plausibile ritrovarsi a trattare tale argomento soltanto nel momento in cui le tragedie sono già avvenute.
Quarantotto ore di pioggia non possono piegare l’intera provincia: è necessario ed urgente un piano preventivo: una voce completamente assente nel bilancio provinciale. Mai come in questa occasione la Provincia di Ascoli ha palesato la sua totale inefficienza. Al di la degli slogan pubblicitari non ha fatto nulla per sollecitare il Governo affinchè venga riconosciuto lo stato di calamità naturale del territorio. I comuni stanno provvedendo solo ed esclusivamente con le loro forze a fronteggiare l’emergenza, sono stati lasciati soli. Chiediamo al Governo interventi immediati e di essere trattati al pari del Veneto: la situazione del Piceno alla conta dei danni ne esce ancor più flagellata poiché qui eravamo già in ginocchio per la forte crisi disoccupazionale.
Aiutare le aziende a ripartire deve rappresentare un obbligo. E non pensasse il Governo Berlusconi ad una tassa di scopo, come si vocifera da più parti, per far ripagare agli stessi cittadini della provincia di Ascoli Piceno una tragedia annunciata, anticipando il balordo ed inequivocabile federalismo leghista che è tutto tendente a far pagare più tasse ai cittadini.
Fonte: www.ilquotidiano.it
Dalle Marche 100 mila firme per mandare a casa Berlusconi
- Data: 8 Mar 2011
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Il segretario regionale del Partito Democratico Palmiro Ucchielli sarà nella Capitale, martedì 8 marzo, e consegnerà le sottoscrizioni marchigiane
ANCONA – Centomila firme, 8 marzo, saranno consegnate a Roma. Si tratta delle sottoscrizioni effettuata nelle Marche all’appello Berlusconi dimettiti lanciato dal segretario nazionale del Pd Pierluigi Bersani.
Le firme verranno consegnate domani a Roma dal segretario del Pd marchigiano Palmiro Ucchielli. «Porterò in Piazza a Roma – ha affermato Ucchielli – la voce di centomila marchigiani che hanno risposto a questa straordinaria campagna».
Nei giorni scorsi Bersani aveva annunciato che le firme avevano raggiunto quota dieci milioni come promesso. Peccato che tra i sottoscrittori compaiano, stando a quanto hanno riportato alcuni quotidiani nazionali, anche Giovanni Paolo II, Pippo e Paperino, Gheddafi, Moana Pozzi, Marx, Lenin, Mao, Hitler, Benito Mussolini. Riguardo a questi ultimi non siamo proprio sicuri circa loro volontà di cambiare il Governo del paese..
Fonte: www.ilsegnale.net
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