Referendum acqua, il governo tenta il golpe

Dopo il referendum sul nucleare, probabilmente sterilizzato dalle modifiche al dl omnibus approvato dal senato e passato alla Camera con lo stop del Governo al piano di realizzazione delle nuove centrali in Italia, ora è a rischio anche il referendum sull’acqua.

 

«Anche su questo tema, come per il nucleare - ha annunciato il ministro per lo Sviluppo Paolo Romani - il referendum divide in due. E ho l’impressione che anche su questo sarebbe meglio fare un approfondimento legislativo. È un tema di grande rilevanza».

 

Contro la possibilità di una nuova legge del Governo ‘in zona Cesarini’ che consenta di evitare il referendum sulla cosidetta ‘legge Ronchi’, riducendo quindi la tornata referendaria del prossimo giugno al solo sì o no all’abrogazione della legge sul legittimo impedimento processuale, sono insorti promotori e ambientalisti, denunciando come «sia sempre più evidente che al Governo interessa solo fare di tutto per non far esprimere i cittadini sui temi che più stanno loro al cuore, riducendo con ogni mezzo al minimo la possibilità che si raggiunga il quorum sul questito sulla giustizia che è invece il solo che a loro interessa».

«I referendum sull’acqua - ha sottolineato il ‘comitato due sì per l’acqua pubblica’ - hanno ottenuto le firme di un milione e quattrocentomila cittadini. Una straordinaria mobilitazione che chiede l’uscita dell’acqua dal mercato e dei profitti dall’acqua.

 

Mentre tentano scippo del referendum sul nucleare, ora governo e poteri forti di questo Paese vogliono provare a fare lo stesso con i due referendum sull’acqua. Non ci provino: giù le mani dai referendum». «È in atto - ha fatto eco il leader dei Verdi Angelo Bonelli- un gravissimo esproprio di democrazia e dei diritti che la Costituzione assegna ai cittadini attraverso lo strumento del referendum. Il governo sta rubando agli italiani il diritto di esprimersi direttamente su due questioni - acqua pubblica e nucleare - vitali per il futuro del Paese. Mai nella storia della Repubblica è accaduto che si approvassero strumentalmente e in modo truffaldino provvedimenti che hanno come unico scopo quello di far saltare i referendum. Acqua e nucleare hanno un valore di oltre 100 miliardi di euro che le grandi multinazionali dell’energia e dell’acqua intendono spartirsi prelevandoli dalle tasche dei cittadini»

Fonte: www.unità.it


Bersani: “Il governo distrugge e annichilisce le energie rinnovabili”

Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani ha denunciato alla Camera, durante il Question Time, il comportamento del governo che sta mettendo in crisi tutto il settore delle energie rinnovabili.

“Mentre il governo per paura del referendum scappa via dalle sue stesse decisioni sull’impossibile, improbabile, impresentabile piano nucleare, contemporaneamente strema, distrugge, annichilisce il settore delle fonti rinnovabili”, ha spiegato il segretario. “Tutti sanno che il sistema degli incentivi per le rinnovabili andrebbe via via sagomato, ridotto, bilanciato, che gli andrebbe fatta la manutenzione”, ha dichiarato Bersani. “Ma il governo ha dormito per tre anni poi si è svegliato e ha bloccato tutto. Oltre 100000 posti di lavoro, quasi tutti di giovani, sono a rischio. Volete dirci precisamente e urgentemente cosa volete fare?”, ha chiesto da ultimo Bersani al Ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito.

Ermete Realacci, responsabile Green economy del Pd, ha replicato al ministro Vito, che ha spiegato le ragioni del governo. “Le Regioni hanno chiesto di cambiare il provvedimento, così come tutti i lavoratori e le categorie sindacali del settore che hanno partecipato questa mattina alla manifestazione davanti al ministero dello Sviluppo economico”, ha detto Realacci. “Ma non si getta il bimbo con tutta l’acqua, per questo oggi abbiamo manifestato. Perchè Romani ha fatto il contrario di tutti gli altri Paesi europei come la Germania. Mentre l’Italia a maggior ragione dopo lo stop all’atomo, ha invece bisogno di un deciso cambio di rotta, di puntare sull’innovazione, sulla ricerca, sul risparmio energetico, sulle fonti rinnovabili. Il provvedimento del governo invece ignora le indicazioni del Parlamento”. Ha concluso Realacci: “Se volete una energia pulita, noi ci stiamo, altrimenti lo faremo noi, perché il Paese merita di più”.

 

Fonte: http://beta.partitodemocratico.it/doc/207094/question-time-bersani-il-governo-distrugge-e-annichilisce-le-energie-rinnovabili.htm 


Tv dis-par condicio: i casi Tg1 e Tg5

Gli squilibri nei tg nazionali a favore del premier e della maggioranza. Spot che mette in luce gli incredibili squilibri dei due telegiornali principali a favore del premier e della maggioranza. Zaccaria: “Secondo ricorso all’Agcom di tutte le opposizioni contro invadenza di Berlusconi nell’informazione”.

“Abbiamo presentato unitariamente un secondo ricorso all’Autorità Garante per le comunicazioni contro l’invadenza di Berlusconi nell’informazione pubblica e privata. In particolare, nelle giornate di sabato 16 e domenica 17 aprile, nelle edizioni del prime time di TG1, TG2 e del TG5 i principi di parità di trattamento e imparzialità cui debbono ispirarsi i telegiornali nel periodo della campagna elettorale non sono stati rispettati. Chiediamo perciò che l’Autorità intervenga per far rispettare il pluralismo informativo e di valutare se il mancato rispetto delle regole possa far configurare un sostegno privilegiato, alla luce di quanto previsto dalla legge Frattini sul conflitto d’interessi”.

Lo rende noto Roberto Zaccaria, deputato del Pd, coordinatore del Gruppo di ascolto sul pluralismo nell’informazione, il quale spiega che “il ricorso è stato sottoscritto da Roberto Rao, Antonio Di Pietro, Flavia Perina, Leoluca Orlando, Bruno Tabacci, Benedetto Della Vedova, Gennaro Migliore, Giuseppe Giulietti, Carlo Rognoni e Antonello Falomi. E’ urgente – sottolinea inoltre Zaccaria - che l’Autorità tenga conto non solo dei rapporti tra le forze politiche ma anche di quello ben più significativo tra i leader politici, valutando, con la maggior frequenza e tempestività possibili, che la trasmissione di programmi di informazione in periodo elettorale rispetti i requisiti previsti dalla legge e sia conforme al pluralismo che rappresenta il principio fondamentale nella disciplina del sistema dell’informazione. Tutto questo non solo per consentire il necessario riequilibrio ma anche, in un periodo prossimo a scadenze elettorali, per erogare le relative sanzioni. Lo scorso 14 aprile avevamo già segnalato all’Autorità una situazione di squilibrio relativa ai giorni 8, 9, 10 e, in particolare, 11 aprile e i dati diffusi dalla stessa Agcom sul proprio sito internet il 13 aprile hanno confermano la nostra denuncia: ora chiediamo che l’Agcom si esprima rapidamente perché i guasti derivanti da questo meccanismo distorto dell’informazione siano bloccati per tempo”.

 

Carlo Rognoni, responsabile del Forum per la Riforma radiotelevisiva attacca il premier: ““Basta! Da oggi le opposizioni tutte insieme non ci stanno più a vedersi penalizzate e discriminate dai tg nazionali. Insieme hanno firmato un esposto all’Agcom. Insieme denunciano la palese violazione delle regole della par condicio: Tg 1, Tg 5 e Tg 2, in particolare, hanno nei giorni dell’ultimo week-end favorito in maniera inaccettabile Berlusconi. Questo primo esposto-denuncia vuole anche richiamare l’Agcom ai suoi doveri. Ci aspettiamo infatti – almeno durante questo periodo di campagna elettorale per le amministrative – un intervento tempestivo e coraggioso da parte del presidente Calabrò. Tutti insieme Pd, Idv, Sel, Udc, Fli, Api con oggi hanno dato il via a un’iniziativa comune che ha un primo obiettivo: premere sui tg e sull’Agcom affinché la par condicio sia davvero rispettata.

Al di là delle alleanze possibili e future, ci sono temi che hanno una grande valenza democratica e che dovrebbero vedere sempre insieme tutte le forze politiche, sia che siano al governo sia che siano all’opposizione. Ci piacerebbe che anche parlamentari della maggioranza, per lo meno quelli più immuni dal ricatto del conflitto di interessi del premier, si impegnassero per un salto di qualità almeno del servizio pubblico radiotelevisivo. Per quel che riguarda il Pd – ma non solo – è tempo di pronunciarsi con forza contro l’attuale legge Gasparri - Berlusconi. Mai più un cda Rai scelto con quei criteri che mettono il comando dell’azienda pubblica nelle mani di uomini fedeli al governo e, in particolare, al premier che è e resta il padrone di Mediaset, la più grande azienda concorrente della Rai”.

 

Fonte: www.partidemocratico.it


Tutti i reati che beneficiano della prescrizione breve

La prescrizione breve è un’amnistia per i più furbi: diffondi l’elenco completo dei reati interessati dal ddl e i principali processi che non arriveranno mai ad una sentenza.

La prescrizione breve riduce ancora di più i tempi per l’accertamento dei colpevoli e garantisce impunità ai più furbi che hanno una fedina penale apparentemente pulita e riescono a sfuggire alla legge. Per questo il Pd alla Camera è impegnato nell’ostruzionismo in Aula contro questa legge vergogna, con i deputati che leggono gli articoli della Costituzione.

 

Con questa legge voluta dal Governo Berlusconi le vittime saranno ancora più sole e sarà più difficile ottenere giustizia per i gravi reati quali la corruzione, la concussione, il peculato, le frodi in appalti, lo scambio elettorale politico mafioso, gli omicidi colposi, le violenze sessuali, il furto in casa, le rapine, le truffe, gli incendi dolosi, il falso in bilancio, le lesioni colpose da infortunio sul lavoro, lo smaltimento illecito di rifiuti anche speciali, la ricettazione, l’estorsione, lo stalking e tanti e tanti altri ancora.
Sarà un caos che non farà altro che aggravare le difficoltà del sistema giustizia e aumentare il numero dei processi che quotidianamente si estinguono.

In Europa nessun paese ha introdotto la prescrizione breve, come invece vogliono in Italia Bossi e Berlusconi; anzi, per i reati più gravi quando sono stati individuati i colpevoli si concede il tempo sufficiente alla piena celebrazione dei processi.

In Italia si sta effettuando una vera e propria amnistia mascherata con effetti permanenti, pur di salvare il Presidente del Consiglio Berlusconi dai suoi processi, buttando al macero immediatamente circa 5000 processi che ancora non hanno superato il primo grado di giudizio, premia i disonesti e ignora le vittime. 

 

Processo Mills per corruzione: imputato Silvio Berlusconi
Strage alla stazione di Viareggio 29 giugno 2009: 32 morti
Crack Parmalat 2003: 80.000 risparmiatori truffati per oltre 14 miliardi di euro
Terremoto a L’Aquila 6 aprile 2009: 278 vittime, di cui 8 ragazzi nella Casa dello Studente
Doping Olimpiadi Invernali Torino 2006
Amianto nei Cantieri Navali di Palermo: 40 operai morti
Calciopoli Napoli 2006
Crack Cirio 2003: truffa per oltre 1 miliardo di euro

 

ELENCO DEI REATI INTERESSATI DAL DDL SULLA PRESCRIZIONE BREVE

• articolo 314 del codice penale (PECULATO).
• articolo 315 del codice penale (MALVERSAZIONE).
• articolo 316 del codice penale (PECULATO PER ERRORE ALTRUI).
• articolo 316 bis del codice penale (MALVERSAZIONE AI DANNI DELLO STATO).
• articolo 316 ter del codice penale (INDEBITA PERCEZIONE DANNI STATO).
• articolo 317 del codice penale (CONCUSSIONE).
• articolo 318 del codice penale (CORRUZIONE).
• articolo 319 del codice penale (ATTO CONTRARIO A DOVERI D’UFFICIO).
• articolo 319.ter del codice penale (CORRUZIONE IN ATTI GIUDIZIARI).
• articolo 320 del codice penale (CORRUZIONE INCARICATO DI PUBBLICO SERVIZIO).
• articolo 322 del codice penale (ISTIGAZIONE ALLA CORRUZIONE).
• articolo 322.bis del codice penale (PECULATO/CONCUSSIONE/CORRUZIONE COMUNITA’ EUROPEA).
• articolo 323 del codice penale (ABUSO D’UFFICIO).
• articolo 324 del codice penale (INTERESSE PRIVATO IN ATTI D’UFFICIO).
• articolo 326 del codice penale (RIVELAZIONE SEGRETI D’UFFICIO).
• articolo 328 del codice penale (OMISSIONE DI ATTI D’UFFICIO).
• articolo 336 del codice penale (VIOLENZA A PUBBLICO UFFICIALE).
• articolo 337 del codice penale (RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE).
• articolo 338 del codice penale (VIOLENZA O MINACCIA AD UN CORPO POLITICO, AMMINISTRATIVO O GIUDIZIARIO).
• articolo 340 del codice penale (INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO).
• particolare prevedendo un aumento del tempo necessario a prescrivere il reato di cui all’articolo 347 del codice penale (USURPAZIONE DI FUNZIONI PUBBLICHE).
• articolo 348 del codice penale (ESERCIZIO ABUSIVO DI UNA PROFESSIONE).
• articolo 355 del codice penale (INADEMPIMENTNO DI CONTRATTI DI PUBBLICHE FORNITURE).
• articolo 589 del codice penale (OMICIDIO COLPOSO).
• articolo 609.bis del codice penale (VIOLENZA SESSUALE).
• articolo 609.quater del codice penale (ATTI SESSUALI CON MINORENNE).
• articolo 609.quinquies del codice penale (CORRUZIONE DI MINORENNE).
• articolo 609.octies del codice penale (VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO).
• articolo 416.ter del codice penale (SCAMBIO ELETTORALE POLITICO-MAFIOSO)
• articolo 419 del codice penale (DEVASTAZIONE E SACCHEGGIO).
• particolare prevedendo un aumento del tempo necessario a prescrivere il reato di cui all’articolo 420 del codice penale (ATTENTANTO A IMPIANTI DI PUBBLICA UTILITA’)
• articolo 423 del codice penale (INCENDIO)
• articolo 423.bis del codice penale (INCENDIO BOSCHIVO)
• articolo 424 del codice penale (DANNEGGIAMENTO SEGUITO DA INCENDIO)
• articolo 432 del codice penale (ATTENTATO ALLA SICUREZZA DEI TRASPORTI)
• articolo 624 bis del codice penale (FURTO IN ABITAZIONE).
• articolo 628 del codice penale (RAPINA)
• articolo 629 del codice penale (ESTORSIONE)
• articolo 640 del codice penale (TRUFFA)
• articolo 641 del codice penale (INSOLVENZA FRAUDOLENTA)
• articolo 648 del codice penale (RICETTAZIONE)
• articolo 648.bis del codice penale (RICICLAGGIO)
• articolo 514 del codice penale (FRODI CONTRO LE INDUSTRIE NAZIONALI)
• articolo 583.bis del codice penale (PRATICHE DI MUTILAZIONE DEGLI ORGANI GENITALI FEMMINILI)
• articolo 648.ter del codice penale (IMPIEGO DI DENARO, BENI O UTILITA’ DI PROVENIENZA ILLECITA)
• articolo 646 del codice penale (APPROPRIAZIONE INDEBITA)
• articolo 614 del codice penale (VIOLAZIONE DI DOMICILIO)
• articolo 610 del codice penale (VIOLENZA PRIVATA)
• articolo 644.bis del codice penale (USURA IMPROPRIA)
• articolo 644 del codice penale (USURA)
• articolo 643 del codice penale (CIRCONVENZIONE DI INCAPACI)
• articolo 2621 del codice civile (FALSE COMUNICAZIONI SOCIALI)
• articolo 2622 del codice civile (FALSE COMUNICAZIONI SOCIALI IN DANNO DELLA SOCIETA’ DEI SOCI O DEI CREDITORI).
• articolo 2623 del codice civile (FALSO IN PROSPETTO).
• articolo 2624 del codice civile (FALSITA’ NELLE RELAZIONI O NELLE COMUNICAZIONI DELLE SOCIETA’ DI REVISIONE).
• articolo 2626 del codice civile (INDEBITA RESTITUZIONE DEI CONFERIMENTI).
• articolo 2627 del codice civile (ILLEGALE RIPARTIZIONE DEGLI UTILI E DELLE RISERVE).
• articolo 2628 del codice civile (ILLECITE OPERAZIONI SULLE AZIONI O QUOTE SOCIALI O DELLA SOCIETA’ CONTROLLANTE).
• articolo 2629 del codice civile (OPERAZIONI IN PREGIUDIZIO DEI CREDITORI).
• articolo 349 del codice penale (VIOLAZIONE DI SIGILLI).
• articolo 337.bis del codice penale (OCCULTAMENTO CUSTODIA O ALTERAZIONE DI MEZZI DI TRASPORTO).
• articolo 341.bis del codice penale (OLTRAGGIO A PUBBLICO UFFICIALE).
• articolo 351 del codice penale (VIOLAZIONE DELLA PUBBLICA CUSTODIA DI COSE).
• articolo 334 del codice penale (SOTTRAZIONE O DANNEGGIAMENTO COSE SEQUESTRATE NEL CORSO DI UN PROCEDIMENTO PENALE).
• articolo 335 del codice penale (VIOLAZIONE COLPOSA NELLA CUSTODIA DI COSE SEQUESTRATE NEL CORSO DI UN PROCEDIMENTO PENALE O DALL’AUTORITA’ AMMINISTRATIVA).
• articolo 612.bis. del codice penale (STALKING)

 

Fonte: www.partitodemocratico.it


Immigrazione. Governo senza scuse, il suo piano è stato un fallimento totale

Con estremo ritardo il ministro Maroni si arrende alla ragione e concede i permessi temporanei per la Ue. Fiano: “A febbraio il ministro aveva annunciato l’arrivo di migliaia di profughi ma alle parole non sono seguiti i fatti.

Alla fine, con molto ritardo, anche il ministro Maroni si è dovuto arrendere alla ragione e all’evidenza. Nonostante fossero già due mesi che il Partito democratico proponesse l’attivazione della direttiva europea che facilitava lo status temporaneo degli immigrati e il conseguente aiuto da parte dell’Ue, solo questa mattina Maroni ha dichiarato che sarà concesso un permesso di soggiorno a tempo per “i migranti che hanno rappresentato l’intenzione di andare in un altro Paese europeo”.Ciò che invece il ministro non è stato in grado di spiegare durante l’interrogazione urgente in Parlamento è come mai ci sono stati tutti questi ritardi e disorganizzazione ad affrontare l’emergenza di Lampedusa. Non è stato in grado di spiegare del perché il piano immigrazione del governo italiano ha fallito miseramente sommerso da inefficacia, superficialità e propaganda mediatica. Non ha spiegato se la soluzione ai problemi si possa riassumere nella volontà di Berlusconi di comprare una villa a Lampedusa e di costruire un casinò. Solo così si potrà arginare e gestire i continui flussi migratori nel Mediterraneo?

Le prime falle sugli intenti del governo già si intravedono nelle limitazioni che si vogliono dare per la concessione dei permessi e nelle continue polemiche tra Maroni e l’Ue. Dagli accordi siglati ieri a Tunisi, saranno rimpatriati tutti i cittadini tunisini che sbarcheranno in Italia dopo la firma dell’intesa.

Le tensioni a livello internazionale non sembrano essere cessate: il fatto che la Francia abbia posto misure rigide per limitare l’ingresso di immigrati provenienti dall’Italia è un chiaro segnale.

“Nella gestione dell’emergenza immigrazione di Lampedusa abbiamo registrato il fallimento e l’inefficacia da parte del governo dovuti al non poter tenere insieme le parole d’ordine di Bossi e le leggi italiane, il rispetto dei diritti umani e gli slogan per la campagna elettorale delle amministrative”. Lo ha detto Emanuele Fiano del Pd durante il dibattito in Aula alla Camera sull’informativa del ministro Maroni sulla emergenza immigrazione nell’isola di Lampedusa.

“Nell’intervento del ministro Maroni – ha proseguito Fiano - abbiamo ascoltato molti richiami all’Europa, ma avremmo voluto che si fossero comportati da europeisti sempre. Il 13 febbraio il ministro Maroni ha annunciato che erano previsti migliaia di arrivi nell’isola ma alle parole non sono seguiti i fatti. Lampedusa si è riempita fino all’inverosimile e contro ogni possibilità di rispetto dei diritti umani. L’accordo con le regioni è arrivato soltanto ieri sera e l’attivazione della direttiva europea sulla protezione temporanea che Maroni vende come suo successo, il Pd l’aveva proposta due mesi fa. Eppure non è la prima emergenza che affrontiamo; ci sono state quelle dei profughi provenienti dal Kosovo e gli arrivi in massa degli albanesi negli anni scorsi che sono state affrontate con maggior efficienza ed efficacia e anche con più rispetto della dignità umana. Il ministro Maroni ci deve risposte sul mancato permesso ai parlamentari italiani per entrare nel Cipe di Lampedusa. Da parte del governo, insieme ai ritardi e alle contraddizioni politiche vedi le dimissioni di Mantovano, ci sono state solo le parole di intolleranza degli esponenti della Lega e la vergognosa comparsata di Berlusconi sull’isola dove ha annunciato di aver comprato una villa che non ha mai comprato e di costruire in Casinò che non potrà essere realizzato perché la legge italiana lo vieta. L’emergenza del paese avrebbe avuto bisogno di meglio”.

 

 

 Fonte: partitodemocratico.it


Il Gruppo consiliare della Provincia di Ascoli Piceno, abbraccia la giusta protesta dei precari e sarà al loro fianco sabato 9 aprile!

9 Aprile 2011

 

 

Il Partito Democratico, e nella fattispecie il Gruppo consiliare della Provincia di Ascoli Piceno, abbraccia la giusta protesta dei precari e sarà al loro fianco sabato 9 aprile per dire basta! ad una situazione davvero non più sostenibile in un Paese che vuole continuare ad essere civile.

In Italia come nel nostro Piceno, la precarietà (di una vita dignitosa) è purtroppo diventata la norma e la precarizzazione del lavoro l’unica chance che siamo in grado di offrire ai nostri giovani.

Una generazione precaria, quella dei nostri figli e nipoti: senza lavoro, sottopagati o costretti al lavoro invisibile e gratuito, condannati ad una lunghissima dipendenza dai genitori. La precarietà per loro si fa vita, assenza quotidiana di diritti: dal diritto allo studio al diritto alla casa, dal reddito alla salute, alla possibilità di realizzare la propria felicità affettiva. Tanto più vero per le giovani donne, su cui pesa il ricatto di una contrapposizione tra lavoro e vita.

Nel Piceno in crisi, l’unica forma di occupazione è quella precaria e sottopagata. E’ precario (e ricattabile) il giovane diplomato e laureato che si avvicina al mondo del lavoro, è precario (e ricattabile) il giovane lavoratore assunto “a chiamata” per qualche giorno a settimana o al mese nelle poche realtà industriali rimaste in loco e che ancora riescono ad assumere personale, è precaria (ed ancora più ricattabile) la giovane donna che ha necessità di un lavoro purché sia. 

Non dobbiamo più essere disposti a vivere in un Paese così profondamente ingiusto. Lo spettacolo indecente delle aspettative tradite, delle fughe all’estero per cercare opportunità e garanzie che in Italia non esistono, non è più tollerabile. Come non sono più tollerabili i privilegi e le disuguaglianze che rendono impossibile la liberazione delle tante potenzialità represse; non sono più tollerabili i ricatti (spesso subdoli) e la schiavitù da raccomandazioni e clientele.

I nostri giovani debbono pretendere un Paese che permetta a tutti di studiare, di lavorare, di inventare. Che investa sulla ricerca, che valorizzi i talenti, che sostenga economicamente chi perde il lavoro, chi lo cerca e non lo trova, chi vuole scommettere su idee nuove e ambiziose, chi vuole formarsi in autonomia. Vogliamo un paese che entri davvero in Europa.

I nostri giovani vogliono riprendersi il loro tempo, vogliono scommettere sul presente ancor prima che sul futuro, ed hanno intenzione di farlo adesso. Il Pd è con loro in questa che è senza dubbio una battaglia di civiltà.

 

Ascoli Piceno, 7 aprile 2011

                                                                                         Emidio Mandozzi

                                                                                           Capogruppo Pd

Provincia di Ascoli Piceno


Referendum su nucleare e acqua

Il 12 e il 13 giugno prossimi i cittadini avranno la possibilità di decidere su tre questioni importanti che riguardano la vita e il futuro di ognuno di noi. Per noi del Partito democratico la scelta è chiara: un sì contro il legittimo impedimento, un sì contro il nucleare, un sì per l’acqua pubblica e contro la privatizzazione forzata imposta dal governo Berlusconi e una nostra proposta di legge per il governo pubblico del servizio idrico integrato.

IL DOCUMENTO: LA PROPOSTA
DEL PD SULL’ACQUA

Abbiamo sempre espresso con forza la nostra contrarietà al piano di ritorno al nucleare voluto dal governo Berlusconi. Lo ripetiamo da mesi e con motivazioni tutt’altro che ideologiche. Secondo il piano approssimativo del governo dovremmo importare una tecnologia vecchia e non ancora sperimentata, sopportare costi altissimi e per di più incerti, tempi lunghissimi di realizzazione degli impianti senza alcun piano certo di gestione delle scorie radioattive, neppure di quelle già esistenti nelle centrali non ancora smantellate.

Il ritorno al nucleare voluto dal governo è una scelta sbagliata che non ha il consenso dei cittadini e che tanto più va ripensata ora. La tragedia giapponese dimostra con chiarezza un fatto semplice e terribile: non è eliminabile il rischio di un incidente in una centrale nucleare. Neppure nel paese più attrezzato al mondo contro il rischio di terremoti e maremoti.

Certo, in Giappone è accaduto qualcosa di eccezionale, un terremoto e un maremoto di intensità fuori dall’ordinario. È poco probabile che accada un evento del genere. Così come è poco probabile che si verifichino incidenti di altro tipo in una centrale nucleare che rispetta tutte le norme di sicurezza. Poco probabile ma non impossibile. E quella scarsa probabilità va misurata con le conseguenze. I danni possono essere incalcolabili. Vasti territori contaminati per migliaia di anni, la salute degli abitanti e di un numero indefinito di generazioni future a rischio, malattie che si sviluppano negli anni e malformazioni nei nuovi nati. Questo è già accaduto. Sta a noi imparare la lezione, agire davvero secondo il principio di precauzione, ispirare i nostri comportamenti, le nostre politiche, le nostre attività economiche inclusa la produzione di energia alla necessaria umiltà nei confronti della natura e al rispetto dell’ambiente per noi e per le generazioni future.

Da Fukushima arriva una lezione per tutti. Per la Germania, per la Francia, per gli Stati Uniti. Solo in Italia il governo ha tentato per giorni di negare la realtà per poi dichiarare una moratoria di un anno rispetto al proprio piano nucleare. Parole mentre gli atti, come il decreto sui criteri per la localizzazione dei siti, stanno continuando il loro percorso. Opportunismo sulla pelle dei cittadini, un tentativo di distrarre dal referendum che non farà molta strada. Noi saremo città per città a sostenere le ragioni del sì per fermare il nucleare e di una idea per il futuro del nostro paese che è nell’economia verde e in un piano nazionale fondato sull’efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili.

Allo stesso modo siamo per il sì all’acqua pubblica e per il no alla privatizzazione forzata imposta dal governo Berlusconi e a questo uniamo una nostra proposta di legge.

Lo abbiamo denunciato più volte: il decreto Ronchi sottrae alle comunità locali la possibilità di scelta e le obbliga a svendere un patrimonio prezioso per la collettività. Crea le condizioni perché si realizzino monopoli privati in un settore come quello del servizio idrico integrato, fatto di acquedotti, fognature, depuratori, che per sua natura è sottratto alla possibilità di concorrenza dopo l’affidamento del servizio.

Intorno all’acqua pubblica c’è un interesse fondamentale per tutti noi, obiettivi irrinunciabili. La tutela di una risorsa scarsa e insostituibile per la vita. La garanzia a tutti, in ogni angolo del paese, di un servizio della massima qualità e a tariffe eque. Il rafforzamento del ruolo pubblico nella programmazione del servizio e degli investimenti, nella regolazione e nel controllo restituendo le scelte fondamentali ai cittadini attraverso i loro sindaci e affidando ad una autorità nazionale di controllo il compito di vigilare con poteri stringenti.

Ci vuole una visione di insieme, un quadro di regole certe che ridia stabilità a un settore così rilevante che è stato manomesso dai tanti frammentati interventi del governo Berlusconi. E insieme a questo va data priorità alla realizzazione degli investimenti con un’attenzione a facilitare con tariffe più basse le fasce sociali disagiate e le famiglie numerose.

Ciò che serve all’Italia è un piano paese per l’acqua, un programma ambizioso che garantisca che il servizio di depurazione funzioni nell’intero paese, che vengano ridotti sprechi e dispersioni dell’acqua, che sia migliorata la salvaguardia del territorio. Ci vuole una politica industriale per l’acqua, una sapiente gestione che unisca efficienza, efficacia, economicità, dimensioni di scala adeguate, tecnologie, competenze manageriali e organizzative. Solo così si potranno realizzare gli obiettivi di equità, solidarietà, riequilibrio territoriale, rispetto per l’ambiente e per le generazioni future che ci stanno a cuore.

*Responsabile Ambiente Partito Democratico

Fonte: unita.it


«Solo tutti insieme sconfiggeremo il precariato»

Una generazione espulsa dalla vita produttiva e sociale del paese che vuole riprendersi la scena pubblica. Sono respinti dal mercato del lavoro, che quando li accetta lo fa solo a condizioni paraschivistiche, sono impossibilitati a formarsi una famiglia, ad avere una casa, a coltivare passioni e sogni.

Non hanno uno stipendio e non avranno una pensione. Sono i precari italiani. Un’intera generazione, ma c’è chi dice siano due (se si includono tutti quelli che il posto lo hanno perso causa crisi), finora silente ma che adesso si compatta dietro l’appello lanciato in rete dal comitato “Il nostro tempo è adesso” e scende in piazza. Anzi, nelle piazze. Il 9 aprile a Roma, (dove è prevista la manifestazione principale con un corteo che partirà alle 15 da piazza della Repubblica destinazione Colosseo) così come a Milano, Torino, Firenze, Napoli, Palermo, Catanzaro. E in altre 28 città italiane. Ma anche Bruxelles e Washington. Una mobilitazione che è nata dal basso e che vuole rimanere senza “padrini”. Tutti i partiti di sinistra hanno aderito (da Sel, fin dalla prima ora, al Pd e all’Idv) ma per adesso la richiesta dei promotori è di scendere in piazza senza bandiere. Immediato l’appoggio della Cgil con il segretario Susanna Camusso che ha anche diffuso in internet un video appello. Così come al video si sono prestati alcuni volti noti della cultura e dello spettacolo come Ascanio Celestini, Moni Ovadia, Caterina Guzzanti , Dario Vergassola, David Riondino. Ma saranno le storie di ordinaria disperazione dei precari e delle loro famiglie a prendere la scena. Quelli che non se ne vanno, perché ogni anno sono 45mila i laureati che lasciano che l’Italia per cercare lavoro altrove. Ci sarà in piazza, sperano gli organizzatori, tanta parte di quel milione e 500 mila circa di giovani sotto i 34 anni svolge un lavoro precario e che sono operatori di call center, interinali dello spettacolo, archeologi, ricercatori, insegnanti. E ci saranno anche i giornalisti precari, gli studenti e i giovani imprenditori. E i genitori, come questo che dice in conferenza stampa: «ho un figlio di 22 anni che stiamo facendo studiare con immensi sacrifici, io e sua madre sognavamo che i nostri sforzi e la sua grande volontà potessero dargli un futuro che fosse migliore del nostro, io sarò in piazza e griderò con forza la mia rabbia». Ma il 9 non sarà solo una giornata in cui «si metteranno in piazza questi temi - fa notare Claudia Pratelli, del comitato “Il nostro tempo è adesso” - vogliamo costringere il Governo a mettere in cima all’agenda la precarietà e non la riforma della giustizia a uso e consumo di qualcuno. La crisi economica ha massacrato i giovani, non è un problema solo nostro: è un problema del Paese se manda al macero una generazione. Si riempiono la bocca in campagna elettorale, poi però sulla precarietà l’azione politica è assente. E’ insopportabile quello che fa il Governo, adesso basta».

4 aprile 2011

Fonte: unita.it


“Lezioni da grandi”: la scuola incontra l’università

Ascoli Piceno | Ripartono gli incontri nell’ambito del progetto di didattica orientativa del Consorzio Universitario Piceno dal titolo “Lezioni da Grandi” e rivolto agli studenti delle ultime classi delle scuole superiori.

L’obiettivo è quello di offrire ai ragazzi, attraverso uno o più incontri concordati con il docente delegato all’orientamento degli istituti interessati, uno spaccato significativo del modello di insegnamento universitario.

Il progetto prevede l’organizzazione di lezioni tenute da docenti dei corsi di laurea attivi ad Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto e Spinetoli su argomenti di rilievo nell’ambito degli specifici insegnamenti universitari ed argomenti di interesse comune. Le lezioni, della durata di circa un’ora, potranno essere svolte presso l’istituto scolastico o presso la sede del corso di laurea.

Qualora i seminari si svolgano in quest’ultima location si potranno organizzare, in accordo con i docenti referenti, delle visite guidate all’interno delle strutture universitarie o anche partecipare ai laboratori didattici. Sarà inoltre possibile pianificare incontri con i giovani laureati ai quali chiedere informazioni e curiosità sulla vita universitaria. Le date e le modalità dovranno essere definite con il servizio orientamento del Consorzio Universitario Piceno, in accordo con i docenti delegati all’orientamento dei singoli corsi di Laurea in base alle esigenze della scuola e degli studenti.

I seminari dal titolo “Progettare con il sole: città e quartieri sostenibili in Europa” e “Le città sostenibili” sono proposti dal corso di laurea in Scienze dell’architettura (Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino), “Forme, funzioni e materiali nel design contemporaneo”, “Dall’idea al prodotto, dal sogno alla realtà produttiva. Design, arte e architettura nel perché delle forme realizzate” saranno invece i temi affrontati dai seminari presentati dal corso di laurea in Disegno industriale e ambientale (Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino).

Ed ancora “La scienza al servizio dell’arte. Viaggio nel mondo dell’arte dal visibile all’invisibile” e “La scienza come strumento di conoscenza dei capolavori dei grandi maestri del passato, da Michelangelo a Raffaello, da Monet a Corot” saranno oggetto dei seminari proposti dal corso di laurea in Tecnologie per la conservazione e il restauro (Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino) mentre “Itinerari della computabilità” e “Algoritmi e Strutture dati” saranno alcuni dei temi al centro dei seminari del corso di laurea in Informatica - Curriculum Informatica Industriale (Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino).

“Cibo, sicurezza e salute: aspetti genetici e metabolici” sarà il tema del seminario proposto dal corso di laurea in Infermieristica (Facoltà di Medicina e Chirurgia Università Politecnica delle Marche), “Biotecnologie applicate alla riproduzione di specie ittiche di interesse commerciale” è tra gli argomenti proposti dal corso di laurea in Biologia della nutrizione (Scuola di Bioscienze e Biotecnologie dell’Università di Camerino), “Evoluzione del marketing” e “Analisi di bilancio” saranno tra i temi oggetto dei seminari ideati dal corso di laurea in Economia e commercio (Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche), “Di cosa si occupa la filosofia” e “Di cosa si occupa la pedagogia” saranno invece tra gli argomenti affrontati nel corso dei seminari proposti dal corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione - Curriculum Educatore sociale (Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Macerata), infine “Istruzione e capitale umano” e “La crisi delle istituzioni politiche” saranno tra i temi oggetto dei seminari proposti dal corso di laurea in Scienze Politiche e dal corso di laurea in Discipline dell’Unione Europea, relazioni internazionali e cooperazione (Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Macerata).

Per tutte le informazioni attinenti al progetto è possibile contattare il servizio orientamento del Consorzio Universitario Piceno ai numeri 0736.343986 oppure 0736.41145 o scrivere un’e-mail all’indirizzo di posta: orientamento@cup.ap.it.


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