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	<title>Decidi Tu! Emidio Mandozzi Candidato Presidente della Provincia di Ascoli Piceno</title>
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	<description>Emilio Mandozzi, candidato Presidente della Provincia di Ascoli Piceno</description>
	<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 07:37:00 +0000</pubDate>
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		<title>ASSOCIAZIONE LAVORO &#038; WELFARE: NUOVO CORSO DI FORMAZIONE POLITICA SU “LAVORO E INFORMAZIONE”</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 07:35:33 +0000</pubDate>
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E’ partito giovedì 20 ottobre il nuovo Corso di Formazione politica dell’ associazione Lavoro &#38; Welfare sul tema “Lavoro e Informazione”. Il corso si svolgerà a Roma, nella sede nazionale del PD.
Si articola in 4 lezioni ed una Lectio Magistralis con Ferruccio De Bortoli.
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; color: black;">E’ partito giovedì 20 ottobre il nuovo Corso di Formazione politica dell’ associazione Lavoro &amp; Welfare sul tema “Lavoro e Informazione”. Il corso si svolgerà a Roma, nella sede nazionale del PD.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; color: black;">Si articola in 4 lezioni ed una Lectio Magistralis con Ferruccio De Bortoli.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; color: black;">I docenti sono: Monsignor Vincenzo Paglia, Aris Accornero, Dacia Maraini, Daniele Luchetti, Andrea Vianello, Gino Roncaglia, Cesare Damiano, Giuseppe Giulietti, Roberto Natale, Roberto Mania.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; color: black;">Moderano gli incontri Stefano Menichini, Italo Moscati, Claudio Sardo, Giorgia D’Errico.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; color: black;">Il corso è aperto a chiunque sia interessato a questo tema. L’iscrizione è di 50 euro. Il corso é invece gratuito per i soci di Lavoro&amp;Welfare che abbiano rinnovato l’iscrizione per il 2011. E’ possibile iscriversi facendo pervenire il modulo di iscrizione e la relativa ricevuta di versamento a: lavorowelfare@gmail.com</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 11pt; font-family: Arial; color: black;">Per informazioni e iscrizioni contattare Luciana Dalu cell.: 333.9577703 o Matteo Di Pietro cell.: 338.1917453</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> <span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;; color: black;">Fonte: www.nuovo.lavorowelfare.it</span></span></mce></p>
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		<title>Atenei: borse di studio trasformate in chimere</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 09:45:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[copertina]]></category>

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		<description><![CDATA[Si chiamano borse di studio. Dovrebbero servire a cancellare, in partenza, le disuguaglianze tra chi vuole studiare e se lo può permettere e chi altrimenti non ha i soldi per continuare gli studi. Questa è la teoria. La pratica invece fa i conti con le risorse sempre più esigue che vengono destinate per il diritto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Si chiamano borse di studio. Dovrebbero servire a cancellare, in partenza, le disuguaglianze tra chi vuole studiare e se lo può permettere e chi altrimenti non ha i soldi per continuare gli studi. Questa è la teoria. La pratica invece fa i conti con le risorse sempre più esigue che vengono destinate per il diritto allo studio. E con ritardi, che scaricano il problema sulla spalle degli studenti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">In Veneto, 4mila universitari aspettano ancora di ricevere la borsa di studio per l’anno passato. E, a questo punto, nonostante le proteste, è quasi certo che non la riceveranno più. «Quanti di loro abbandoneranno gli studi?», si domanda Leone Cimetta, coordinatore dell’Unione degli universitari di Padova. L’ateneo che vanta il maggior numero di studenti. E di esclusi. Su 5.405 aventi diritto, gli esclusi sono 2.256, mentre solo il 58,3% (3.149) ad oggi ha ricevuto la borsa. Gli studenti hanno protestato, manifestato, bussato a tutte le porte. «I soldi non ci sono e comunque non possiamo spenderli», si sono sentiti rispondere gli universitari veneti dalla giunta Zaia, che proprio come uno scolaro impreparato in questi mesi se le è inventate di tutti i colori. Anche il Patto di stabilità ha invocato. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Nel Lazio, funziona diversamente. Le borse di studio vengono pagate a rate. Come le automobili. Ma anche qui: 11mila studenti aspettano ancora l’ultima rata dell’anno passato. La giunta Polverini ha promesso che entro i primi di ottobre spiegherà che fine hanno fatto i soldi. «Ma noi abbiamo già convocato una assemblea per il 4 ottobre perché abbiamo fondati timori che quelle borse non ci verranno mai pagate», spiega Elena Monticelli, la studentessa ricevuta dal presidente della Repubblica lo scorso dicembre, insieme a una delegazione di universitari. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Si capisce che il ministero tardi a pubblicare i dati sul diritto allo studio relativi all’anno accademico appena trascorso. Su 180mila studenti che avrebbero avuto diritto, i soldi sono bastati solo per 150mila. E gli altri 30mila? «Da noi a Padova abbiamo organizzato degli sportelli - racconta Leone - per informare gli studenti, molti ancora non hanno ben chiara la situazione, pensano che, magari si tratta di tirare un po’ la cinghia, ma la borsa di studio prima o poi arriverà». E invece? «Invece probabilmente il prossimo anno sarà anche peggio». </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">In effetti, fin qui - spiega Federica Laudisa, responsabile dell’osservatorio regionale per il Piemonte - gli effetti della riduzione dei fondi sono stati attenuati da una perenne sfasatura tra soldi stanziati e soldi erogati. Per cui, di fatto, gli enti per il diritto allo studio hanno finito di spendere i 246,5 milioni stanziati per l’anno 2009-10 pagando la prima tranche di borse del 2010-2011. E solo nel 2011 hanno iniziato a fare i conti con la riduzione dei fondi: più che dimezzati già nel 2010-2011, 97 milioni di euro. Per il prossimo anno, 2012-13, la cifra scritta nel bilancio dello stato è di 26 milioni. Mentre quella per il 2011-12 che deve ancora essere ripartita è risalita a quota 101 milioni dopo un lungo braccio di ferro. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Basteranno a coprire almeno un numero di borse di studio pari all’anno precedente? In teoria, la cifra è di poco superiore a quella dell’anno precedente. E però non è così che funziona. Perché il fondo statale garantisce solo una parte delle risorse necessarie. Il resto è coperto, in parte dalla tassa regionale, in parte sono risorse che le Regioni individuano nel loro bilancio. Prendiamo due Regioni virtuose come il Piemonte o la Toscana, che sono riuscite fino allo scorso anno a non escludere nessuno degli aventi diritto, che erano poco più di 11mila per la  Toscana, poco meno per il Piemonte. Dei 53 milioni che sono serviti a pagare tutte le borse di studio per gli atenei toscani, solo 7 li ha messi lo stato, mentre 34 sono i milioni stanziati dalla Regione e altri 12 derivano dalla tassa regionale. Nel Piemonte (dati 2009/10) il fondo statale era di 37,9 milioni (38%), le tasse 34,2 milioni, ma per garantire a tutti la borsa la Regione ha dovuto comunque stanziare 27,9 milioni (28% del totale). </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Ce la faranno quest’anno Regioni virtuose e no, con i tagli ai trasferimenti previsti dal governo, a coprire i buchi lasciati scoperti dagli stanziamenti statali? Oppure saranno costrette ad aumentare le tasse? La tassa toscana lo scorso anno era tra le più basse (98 euro). Nel Lazio, la tassa era di 118 euro e copriva da sola il 35% delle entrate (34,9 milioni), contro i 44,9 milioni che derivavano dal fondo statale e appena 20 milioni di risorse regionali. E però già quest’anno ci sono quegli 11mila studenti che attendono.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Fonte;www.unita.it</span></span></p>
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		<title>Scommettiamo su una politica sana, diversa da Berlusconi</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 09:34:28 +0000</pubDate>
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Rosy Bindi con un botta e risposta con i ragazzi riuniti a Cortona conclude i lavori della quarta edizione della Scuola Politica del PD, parlando di ricambio generazionale, primarie, welfare, limite dei mandati parlamentari. &#8220;Donne e uomini a servizio della comunità&#8221;
 E&#8217; Rosy Bindi, Presidente dell’Assemblea nazionale del PD, a chiudere i lavori della Scuola [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Rosy Bindi con un botta e risposta con i ragazzi riuniti a Cortona conclude i lavori della quarta edizione della Scuola Politica del PD, parlando di ricambio generazionale, primarie, welfare, limite dei mandati parlamentari. &#8220;Donne e uomini a servizio della comunità&#8221;</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> </span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">E&#8217; Rosy Bindi</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">, <strong>Presidente dell’Assemblea nazionale del PD, a chiudere i lavori della Scuola Politica del Partito Democratico a Cortona, organizzata dalla responsabile Formazione della Segreteria nazionale del Pd, Annamaria Parente</strong>. La Scuola, giunta alla sua quarta edizione, si è confermata un appuntamento importante e di grande spessore formativo, per le nuove generazioni di giovani (oltre 200 i partecipanti da tutta Italia) che si affacciano alla politica. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> La Presidente</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> ha iniziato il suo intervento, sottolineando l’importanza che ci sia una Scuola di Politica all’interno del PD, perché<strong> l’investimento sui giovani è l’unica garanzia di crescita negli anni a seguire</strong>. Inoltre, proprio ai giovani sarà affidato il compito di unire le diverse anime del partito, quando ci sarà una classe dirigente “di nativi del PD”, come ha evidenziato anche il Segretario Pier Luigi Bersani.</p>
<p>Bindi piuttosto che esporre una relazione precostruita, ha preferito rispondere alle domande che i giovani della platea le hanno posto, per meglio interpretare i dubbi e le problematiche che li coinvolgono.</p>
<p><strong>Il primo tema emerso è stato quello del rinnovamento della classe dirigente all’interno del PD</strong>. E Bindi ci ha tenuto a sottolineare che questo deve essere un tema sereno da trattare, non un oggetto di contrattazione, di scontro, di pretesto, perché il ricambio generazionale è una scelta già fatta e in parte compiuta dal PD. Nessuno vuole frenare questa tendenza, ha detto, piuttosto occorre capire come accelerare il percorso, anche se già tanti segretari di circolo e neoletti a livello locale sono giovani, così come la segreteria nazionale.</span></span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> Bindi ha individuato nelle prossime elezioni politiche, che appaiono sempre più imminenti ( <em>e qui ha detto di ritenere credibile il vaticinio di Bossi di un ritorno alle urne nella primavera 2012 ndr</em>), un luogo ideale per attuare il ricambio generazionale nella stragrande maggioranza delle candidature. Ma riguardo alla selezione delle candidature, ha voluto ribadire che se sarà affidata esclusivamente alle primarie, non è detto che un giovane, o una donna, o una giovane donna, abbiamo abbastanza forza per vincere e poi governare. Secondo <strong>Bindi infatti, bisognerebbe investire proprio sulle donne e sui giovani, in particolar modo in alcune parti del Paese, soprattutto al sud</strong>, dove il PD ha in programma di organizzare una scuola permanente per 2000 giovani a partire dall&#8217;autunno.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> Attenzione però a non scadere nel tecnicismo e nella burocrazia con un limite senza deroghe ai due mandati parlamentari per gli eletti. A sostegno della norma ora nel nostro Statuto (deroga pari al 10% degli eletti nelle elezioni precedenti) ha portato ad esempio nomi illustri della politica italiana, divenuti sempre più validi nei decenni in Parlamento: Berlinguer, Moro, Jotti, Anselmi e Napolitano. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> E con questi esempi di rettitudine e capacità, <strong>Bindi ha ribadito che la politica richiede comunque grande professionalità e attitudine, che non si possono improvvisare</strong>. &#8220;Non abbiamo solo bisogno di una nuova classe dirigente, ha aggiunto, ma di dirigenti che siano all’altezza del tempo in cui governano. Per questo è necessario un grande investimento di qualità, come questa Scuola rappresenta&#8221;.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Alla luce di queste considerazioni non ha mancato però di dichiararsi contraria al “professionismo della politica”, cui si può sfuggire aprendosi di più verso la società civile</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">. &#8220;Se decidiamo di investire su persone che hanno meno di 30 anni, mi piacerebbe però che avessero una professione e un mestiere avviati. In questo modo si possono creare ottimi dirigenti, come avveniva nella DC e nel PCI&#8221;.. Ma non ci sarà alternativa valida, ha tenuto a sottolineare, se chi ha impiegato passione nella politica, per arrivare a questo punto, non rappresenterà il perno di tutto questo importante cambiamento e rinnovamento. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> Bindi è poi entrata nel vivo del dibattito politico attuale, parlando del ruolo che dovrà assumere il PD per interpretare al meglio la società</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">, sempre prendendo spunto dagli imput lanciati dai giovani studenti. Grandi culture si sono incontrate e per questo bisogna conciliare differenti esigenze, attingendo dalle esperienze migliori. E per svolgere al meglio il ruolo che siamo chiamati a ricoprire, abbiamo bisogno di tante competenze diverse all’interno del Partito, per rieducare gli italiani dai vizi che hanno coltivato in questi anni, anche con l’ausilio di una parte della politica italiana controllata da Berlusconi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> In sostanza, il PD vuole unire in democrazia, ovvero nella società, nella politica e nel Partito, mentre gli altri separano, puntando sull’individualismo. Il mondo non si salverà se non affrontiamo seriamente il tema della democrazia, ricordando però che in politica non si impongono i cambiamenti, bisogna ottenere un consenso democratico. C’è da compiere un lavoro enorme in questo senso, ha sottolineato Bindi, il PD ha il compito di aggregare le cause che ci hanno portato alla crisi, capirle e superarle. <strong>Perché la politica negli ultimi tempi è rimasta prigioniera di se stessa, non ha cercato gli strumenti per interpretare il cambiamento</strong>. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> L’esponente democratica si è rivolta ai giovani della Scuola, con la massima onestà politica che la caratterizza, facendo autocritica rispetto ad un atteggiamento <strong>“di timidezza intellettuale” della classe politica di centrosinistra negli anni bui del berlusconismo</strong>. Sono figlia delle scelte e dei grandi cambiamenti degli anni 70, ha raccontato, anni in cui la politica una risposta l’ha trovata. Periodo di grandi riforme: dal servizio sanitario nazionale, alla chiusura dei manicomi, dalla stesura dello statuto dei lavoratori e dell&#8217;impalcatura del sistema previdenziale. &#8220;Non saremmo arrivati fino ad oggi senza quella impostazione. Per questo, dobbiamo portare a testa alta le nostre idee, perché la crisi è figlia di una destra andata avanti con l’esaltazione del singolo, non della collettività ma la crisi, è anche figlia di una timidezza delle culture alternative.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> Se noi torniamo al governo, lo faremo con un programma che perfezioneremo nei prossimi mesi, ma il cui impianto è già elaborato nelle nostre proposte e che sarà nel segno del cambiamento e delle riforme istituzionali: il conflitto di interesse, la riforma dell’informazione, quella fiscale e del welfare. Non voglio più sentire che è cosa bella affrontare una manovra economica correttiva in 5 minuti - ha esortato - il Parlamento deve funzionare, ci deve essere un confronto costruttivo tra maggioranza e opposizione. Questa volta però i tempi ci impongono più coraggio&#8221;. Ad esempio ha citato il conflitto di interessi: legge non fatta dal centrosinistra e che va messa subito in cantiere perché anche se se ne va Berlusconi potrebbe esserci un rischio di intrecci tra potere e interessi identico se non peggiore.<strong>Se diciamo al Paese dove vogliamo condurlo, sicuramente capirà e ci seguirà.</strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> La crisi economica ci deve far riscoprire i valori dell’equità, giustizia e solidarietà, non per tamponare il contingente ma per costruire il futuro, investendo sui patrimoni rimasti inespressi nel nostro Paese: i giovani, le donne il Mezzogiorno</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">. Il problema del Sud in particolare è la debolezza delle sue strutture sociali, nella quale la politica anche quella buona ci ha marciato, ed una società debole si sa, è merce di scambio. L’antipolitica la vinceremo così, perché Berlusconi non andrà via gratis e il prezzo più grande che ci farà pagare è la delegittimazione di tutta la politica.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> </span><strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Dobbiamo scommettere sulla politica sana, fatta da donne e uomini a servizio della comunità. Se questa è la consegna che ci diamo avremo una crescita che non è solo economica ma anche civile e morale</span></strong><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">.</span></span></p>
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		<title>Istat: è allarme giovani quasi uno su tre disoccupato</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 09:22:03 +0000</pubDate>
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Ad agosto 2011 gli occupati erano 23.003.000  in aumento dello 0,1% rispetto a luglio. La crescita, precisa l&#8217; Istat, riguarda la sola componente maschile (+0,2% su luglio, +0,9% su agosto 2010). Il tasso di occupazione complessivo si attesta al 57% in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a luglio e di 0,3 punti percentuali [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: 10pt; line-height: 150%; font-family: Arial;"><span style="color: #000000;">A</span><span style="color: #000000;">d agosto 2011 gli occupati erano 23.003.000  in aumento dello 0,1% rispetto a luglio. La crescita, precisa l&#8217; Istat, riguarda la sola componente maschile (+0,2% su luglio, +0,9% su agosto 2010). Il tasso di occupazione complessivo si attesta al 57% in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a luglio e di 0,3 punti percentuali rispetto ad agosto 2010. Per la disoccupazione, in calo di 36mila unità rispetto a luglio la flessione riguarda sia la componente maschile che quella femminile. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni non registrano variazioni rispetto a luglio e il tasso di inattività rimane stabile al 38%. La disoccupazione maschile diminuisce del 2,1% rispetto al mese precedente e dell&#8217;8% nei 12 mesi mentre il numero di donne disoccupate diminuisce dell&#8217;1,5% rispetto a luglio ma aumenta dello 0,6% su base annua. I disoccupati maschi diminuiscono di 22mila unità rispetto a luglio e di 88mila unità rispetto ad agosto, mentre per le donne c&#8217;è un calo di 14mila disoccupate rispetto a luglio e un aumento di 6mila rispetto ad agosto 2010. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; line-height: 150%; font-family: Arial;"> L&#8217; Istat sottolinea comunque che nonostante il calo della disoccupazione si rafforza quella di lunga durata, ovvero di coloro che cercano lavoro da oltre un anno. Nel secondo trimestre 2009 la disoccupazione di lunga durata era pari al 52,9% del totale dei disoccupati, il dato più alto degli ultimi 18 anni. Il tasso di disoccupazione giovanile diminuisce nel secondo trimestre dal 27,9 al 27,4% ma per le giovani donne del sud il tasso resta molto più alto con un 44% che risulta il dato più elevato dal secondo trimestre 2004. Nonostante l&#8217;aumento dell&#8217;occupazione complessiva gli occupati a tempo pieno diminuiscono su base annua (-0,2% pari a 32mila unità), mentre aumentano quelli a tempo parziale (+3,4% pari a 119mila unità), ma si tratta - afferma l&#8217; Istat - «ancora una volta di part time involontario». In confronto al recente passo la riduzione dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato è più contenuta (-0,1 pari a 19mila unità) mentre continua a crescere il numero dei dipendenti a termine (+6,8% pari a 149mila unità) in gran parte nell&#8217;industria in senso stretto. Continua a crescere la popolazione inattiva. Il tasso di inattività si porta al 37,9%, quattro decimi di punto in più rispetto all&#8217;anno prima. Secondo l&#8217; Istat oltre all&#8217;effetto scoraggiamento la decisione di non cercare lavoro è legata a motivi di studio per la componente più giovane della popolazione e a motivi familiari soprattutto per le donne.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 150%;">Fonte:www.uinta.it</p>
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		<title>La Provincia costretta ad aggiustare il bilancio: 700 mila euro finiscono in “freezer”</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 08:33:14 +0000</pubDate>
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Il Partito Democratico provinciale con Di Francesco, Mandozzi e Travaglini denuncia il comatoso&#8221; stato dei conti dell&#8217;amministrazione Celani. Tra i mancati incassi: le multe e la tassa sui pozzi che erano stati iscritti nel documento approvato in aprile.
 
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Il Partito Democratico provinciale con Di <strong>Francesco, Mandozzi e Travaglini</strong> denuncia il comatoso&#8221; stato dei conti dell&#8217;amministrazione Celani. Tra i mancati incassi: le multe e la tassa sui pozzi che erano stati iscritti nel documento approvato in aprile.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">ASCOLI PICENO – «Una gestione politica dilettantesca, una giunta inadempiente che versa ormai in una condizione di ingovernabilità». Il Partito Democratico spara ancora una volta a zero sull’amministrazione Celani e questa volta porta le prove di quanto afferma in vista dell’imminente approvazione del riequilibrio di bilancio della Provincia di Ascoli Piceno.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><span> </span>L’atto deliberativo fa seguito all’approvazione del bilancio di previsione avvenuta in colpevole ritardo – secondo i democratici – nell’aprile scorso e una copia del documento verrà sottoposta al Prefetto all’inizio della prossima settimana.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><span> </span>«I conti non tornano – affermano in coro il segretario <strong>Antimo Di Francesco</strong>, il capogruppo <strong>Emidio Mandozzi</strong> e il consigliere <strong>Luigi Travaglini</strong> – perché a distanza di 5 mesi quei valori si sono rivelati completamenti sballati».</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><span> </span>Secondo loro i fattori di forte criticità sono rappresentati da un impianto finanziario dagli equilibri precari e, cosa ancor più grave, dal fatto che non c’è stata l’unanimità nell’approvazione del documento. Un membro del collegio dei revisori dei conti (Guido Renzi) non ha espresso parere favorevole mentre il dirigente del Servizio Economico Finanziario Eros Nunzio Libetti ha dato il suo assenso ma con un’importante prescrizione: il “congelamento” della spesa corrente per ben 700 mila euro.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><span> </span>Un blocco che andrà a pesare sulle spese correnti rispetto alle quali non vi sono contratti o convenzioni da onorare e che colpirà soprattutto i settori del Sociale e della Cultura. Le voci più consistenti sono: il controllo degli impianti termici (190 mila euro), il fondo di garanzia per piccole e medie imprese (100 mila), contributi alle università picene (85 mila) e iniziative in campo culturale (58 mila).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><span> </span>La Provincia</span><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> in pratica ha dovuto aggiustare il tiro perché si sono registrate minori entrate per 1 milione e 800 mila euro, tra cui i mancati proventi per le sanzioni per violazioni del codice della strada che in teoria dovevano provenire dagli autovelox e per lo smaltimento dei rifiuti e del recupero dei canoni non corrisposti per l’utilizzo delle acque pubbliche.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><span> </span>La causa, secondo quanto scritto nell’atto deliberativo sottoscritto ieri, mercoledì 28 settembre, è principalmente da ricercare nella perdurante crisi economica ma a Palazzo San Filippo di certo non sono stati buoni “veggenti”. Con gli autovelox la Provincia pensava di incassare quasi due milioni di euro, poi ridotti a 1 e infine a 500 mila euro. A oggi, quando mancano tre mesi alla fine dell’anno sono stati incassati solo 12 mila euro e senza l’autorizzazione del Prefetto. Per lo smaltimento rifiuti servono in poco tempo più di 500 mila euro e in cassa ce ne sono appena 50 mila; stesso discorso per la “tassa sui pozzi”: la  Provincia ritiene di poter attivare il recupero coattivo dei crediti attraverso Equitalia.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><span> </span>«Tutte cose che noi avevamo denunciato per tempo – asserisce Di Francesco – e ora ci troviamo nello stato in cui l’approvazione di questo documento mette a serio rischio gli equilibri del bilancio. Questa giunta si sta caratterizzando per una totale assenza di programmazione e incapacità di predisporre misure per lo sviluppo. Così il territorio sta perdendo competitività e identità». Il pericolo è che per il prossimo anno se i buchi non saranno coperti dovranno essere ascritti sotto la voce “debiti fuori bilancio” con pesanti ripercussioni sull’ente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><span> </span>Ma il principale partito di opposizione in consiglio provinciale da un lato vuole denunciare con forza l’immobilismo della maggioranza di centro ma dall’altro lancia alcune proposte per cercare di salvare il salvabile: la razionalizzazione della spesa corrente del 20% tagliando le spese superflue come gli incarichi di progettazione e i costi di rappresentanza; l’accorpamento degli assessorati di Cultura, Sport e Turismo e l’istituzione di un fondo di solidarietà per chi è senza lavoro.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><span style="color: #000000;">Fonte: <a href="http://www.ilsegnale.net/">www.ilsegnale.net</a></span> </span></p>
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		<title>La ricetta di Mandozzi contro i tagli agli enti locali: «Potenziamo la nostra Unione del Comuni»</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 18:34:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[primo-piano]]></category>

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		<description><![CDATA[«L’Unione - sottolinea il capogruppo provinciale del Pd - dovrebbe avere il coraggio e la lungimiranza, anche e soprattutto politica, di allargare i propri orizzonti e confini anche ad altri Comuni, penso ad esempio a Folignano, Maltignano, Monsampolo e Monteprandone»
ASCOLI PICENO – La manovra del Governo continua a tenere banco. Sulla stampa nazionale si susseguono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: 10pt;">«L’Unione - sottolinea il capogruppo provinciale del Pd - dovrebbe avere il coraggio e la lungimiranza, anche e soprattutto politica, di allargare i propri orizzonti e confini anche ad altri Comuni, penso ad esempio a Folignano, Maltignano, Monsampolo e Monteprandone»</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: 10pt;">ASCOLI PICENO – La manovra del Governo continua a tenere banco. Sulla stampa nazionale si susseguono notizie, ormai giornalmente, su ritocchi a quello che dovrebbe essere un provvedimento lacrime e sangue che salverà lo Stato italiano dal baratro del fallimento.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: 10pt;">Uno dei tagli che appare assodato è quello che riguarderà gli enti locali. Se ciò dovesse essere confermato molti comuni del Piceno rischierebbero. A tal proposito il capogruppo del Pd in provincia <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Emidio Mandozzi</strong> prova a dettare una soluzione, suo vecchio pallino politico, che permetterebbe di salvaguardare gli enti locali nostrani.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: 10pt;">«La manovra finanziaria, attraverso i tagli, vuole ridisegnare i confini ed i servizi delle autonomie locali. – si legge nella nota stampa di Mandozzi - Una risposta concreta la si può dare attraverso l’Unione dei Comuni della Vallata, una realtà già oggi di oltre 30mila abitanti, ovvero la terza città della provincia di Ascoli, da tramutare in un nuovo ente locale, peraltro previsto dalla legge».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: 10pt;">«L’Unione dei Comuni – sottolinea ancora Mandozzi – dovrebbe avere il coraggio e la lungimiranza, anche e soprattutto politica, di allargare i propri orizzonti e confini anche ad altri Comuni, penso ad esempio a Folignano, Maltignano, Monsampolo e Monteprandone, dando vita ad una vera città-territorio di 60 mila abitanti, in grado di porre in essere valide politiche sociali, urbanistiche ed in grado, a mio avviso, anche di dare un calcio alla crisi economica che sta dilaniando il Piceno, attraverso l’introduzione di economie di scala che farebbero ridurre i costi della politica e financo degli enti locali».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: 10pt;">La prima cosa da fare, quindi, sarebbe quella di allargare la partecipazione all’ente anche ad altri comuni. «Inutile infatti nascondersi dietro ad un dito: – prosegue il capogruppo del Pd Emidio Mandozzi – gli enti locali sono chiamati a una razionalizzazione delle risorse e a tagli notevoli da una politica economica del Governo che, nella sua evanescenza, rischia di fare molti danni al tessuto sociale dei nostri Comuni, che se vorranno continuare ad erogare servizi ai cittadini dovranno giocoforza aumentare le tasse. Io ne sono convinto, – conclude Mandozzi – così come, e ne sono molto felice, mi sembrano convinti diversi sindaci, ad iniziare da Castel di Lama ed Offida, con Patrizia Rossini e Valerio Lucciarini che lungimiranti lo sono da tempo».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: 10pt;">Ma la manovra genera anche altre discussioni e prese di posizione. Per esempio in merito allo sciopero generale contro i tagli iniqui e offensivi per i lavoratori e le famiglie indetto per martedì 6 settembre dalla CGIL. La segreteria nazionale del Pd ha espresso la sua contrarietà a tale sciopero ma l’onorevole Luciano Agostini ha tenuto a precisare la sua personale posizione. «Sono d’accordo con lo sciopero promosso dalla Cgil per il sei settembre – dichiara l’onorevole – e parteciperò alle manifestazione organizzate dalla stessa nelle Marche. La manovra del governo ha dell’incredibile dal punto di vista dei tagli allo stato sociale».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: 10pt;">«Anche le pensioni che fino a pochi giorni fa erano considerate un diritto inviolabile, – spiega l’esponente del Partito Democratico – sono state attaccate da questo governo di destra. Un ulteriore attacco metterebbe in discussione l’intero sistema di welfare conquistato nel secolo precedente. Lo stesso provvedimento contro i lavoratori teso a dividere piuttosto che unire, muove nella direzione opposta a ciò che si dovrebbe fare in un simile momento di difficoltà per il Paese».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: 10pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Arial; color: #000000; font-size: 10pt;">«Allo stesso modo mi sembrano fuori luogo – continua l’onorevole Agostini – alcune dichiarazioni di esponenti nazionali del centro sinistra e del Pd che in questi giorni dinanzi ai provvedimenti del governo Berlusconi dibattono sull’utilità o la non utilità dell’autonoma iniziativa promossa dalla Cgil».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">Fonte: ww.ilsegnale.net</span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Regione Marche - Misure anticrisi 2011. Confermate le agevolazioni per le prestazioni sanitarie: 1 milione e 400 mila euro disponibili.</title>
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		<comments>http://emidiomandozzi.it/copertina/regione-marche-misure-anticrisi-2011-confermate-le-agevolazioni-per-le-prestazioni-sanitarie-1-milione-e-400-mila-euro-disponibili/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 12:20:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[copertina]]></category>

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		<description><![CDATA[
Confermate, per tutto il 2011, le agevolazioni sanitarie previste dalle misure anticrisi regionali, secondo le modalita` attuative contenute nell&#8217;accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali lo scorso anno. Alle misure sanitarie sono destinati 1 milione e 400 mila euro dei 15,5 milioni complessivi investiti, dalla Regione, nel 2011, per la difesa del lavoro, la coesione sociale, [...]]]></description>
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<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Confermate, per tutto il 2011, le agevolazioni sanitarie previste dalle misure anticrisi regionali, secondo le modalita` attuative contenute nell&#8217;accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali lo scorso anno. Alle misure sanitarie sono destinati 1 milione e 400 mila euro dei 15,5 milioni complessivi investiti, dalla Regione, nel 2011, per la difesa del lavoro, la coesione sociale, il sostegno allo sviluppo. Beneficiari degli interventi sanitari sono i disoccupati, i lavoratori in mobilita`, quelli in cassa integrazione o con contratto di solidarieta`. Usufruiranno dell&#8217;esenzione dei ticket e della fornitura gratuita dei farmaci in classe C (compresi quelli per le persone affette da malattie rare). &#8216;Anche la tutela della salute, bene prezioso per i singoli e per la collettivita` &#8216; afferma l&#8217;assessore alla sanita`, Almerino Mezzolani &#8216; va salvaguardata e promossa all&#8217;interno delle misure anticrisi regionali. In una situazione di fragilita` che riguarda, purtroppo molti lavoratori e i loro familiari, occorre aumentare gli sforzi per non compromettere diritti inviolabili. Nonostante la scarsita` di risorse pubbliche, che colpisce tutte le istituzioni, la Regione Marche riconferma il proprio impegno a favore di una qualita` di vita elevata e della difesa dei lavoratori dagli effetti di una crisi economica sempre piu` stringente&#8217;. La delibera, adottata su proposta dell&#8217;assessore Mezzolani, incarica il direttore del dipartimento Salute a ripartire lo specifico finanziamento, tra le Aziende sanitarie, sulla base delle prestazioni specialistiche e farmaceutiche che verranno erogate agli aventi diritto. D&#8217;intesa con i sindacati, sono state ulteriormente specificate le condizioni dei lavoratori che possono usufruire delle agevolazioni nel corso del 2011. L&#8217;esenzione del ticket per le prestazioni ambulatoriali e la diagnostica strumentale (erogate dalla strutture pubbliche e dalle private convenzionate) viene riconosciuta ai lavoratori (e loro familiari) che hanno perso il lavoro dal 1 gennaio 2009; in cassa integrazione (e che nelle 13 settimane precedenti alla prestazione sanitaria abbiano avuto una sospensione del lavoro pari almeno alla meta` delle ore lavorabili); in mobilita`; in contratto di solidarieta` (con retribuzione, comprensiva dell&#8217;integrazione salariale, corrispondente ai massimi di legge). L&#8217;erogazione gratuita dei farmaci in fascia C (compresi nei Prontuari ospedalieri o di Area vasta) avverra` attraverso le farmacie convenzionate o la distribuzione diretta di quelle ospedaliere. Per quelli destinati a curare le malattie rare, occorre la validazione del Centro regionale di riferimento.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Fonte: regione.marche.it</span></span></p>
<p></mce></p>
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		<title>Merlonghi a Bruxelles per imparare come “catturare” i Fondi Europei</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 11:52:35 +0000</pubDate>
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L’evento, svoltosi il 21 e il 22 giugno, è stato dedicato a dibattiti e convegni sul tema dei finanziamenti comunitari per cercare di capire il miglior modo per ottenere fondi altrimenti spesso sconosciuti e inutilizzati.
 
BRUXELLES – «Dopo queste intense e interessantissime giornate a Bruxelles vogliamo essere un punto di riferimento per la realtà marchigiana [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">L’evento, svoltosi il 21 e il 22 giugno, è stato dedicato a dibattiti e convegni sul tema dei finanziamenti comunitari per cercare di capire il miglior modo per ottenere fondi altrimenti spesso sconosciuti e inutilizzati.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">BRUXELLES – «Dopo queste intense e interessantissime giornate a Bruxelles vogliamo essere un punto di riferimento per la realtà marchigiana e la progettualità che le amministrazioni e i loro tecnici vorranno mettere in campo. I soldi che, attraverso proposte di qualità, si possono intercettare dall’Europa sono fondamentali, una boccata d’ossigeno indispensabile e un’opportunità incredibile. Basti pensare a quanto si potrebbe realmente fare per il porto di San Benedetto». Parole di Dante Merlonghi, responsabile regionale Idv degli enti locali, appena rientrato dal Parlamento Europeo dopo una due giorni passata ad aggiornarsi sui meccanismi di finanziamento europeo ed essere punto di riferimento per la regione Marche.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><span> </span>Merlonghi non era solo durante l’eurotrasferta. Con lui Luca Acacia Scarpetti, consigliere regionale IdV e Claudio Olmeda, coordinatore provinciale Idv di Pesaro e Urbino. I tre, come dicevamo, hanno partecipato martedì e mercoledì 21 e 22 giugno all’incontro che si è tenuto a Bruxelles organizzato dal capogruppo dell’Italia dei Valori al Parlamento europeo, l’onorevole Niccolò Rinaldi.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><span> </span>L’evento, rivolto agli amministratori dell’IdV delle regioni Marche, Lazio, Toscana e Umbria, è stato dedicato a dibattiti e convegni sul tema dei finanziamenti europei per cercare di capire il miglior modo per ottenere fondi altrimenti spesso sconosciuti e inutilizzati.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><span> </span>«In un periodo di forte crisi in Italia, in cui le Regioni percepiscono sempre meno fondi nazionali e il governo non fa nulla per aiutare la piccola media, – fanno sapere i dipietristi – l’IdV delle Marche è in prima linea per aiutare e incoraggiare tutti i cittadini che hanno voglia di investire e rimboccarsi le maniche per risollevare l’economia locale».</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><span> </span>Non a caso Olmeda e Scarpetti a livello regionale e provinciale si adopereranno per mettere in campo strategie utili e incontri di formazione e divulgazione del materiale e delle informazioni raccolte a Bruxelles.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><span> </span>Tanti e vari i temi su cui riflettere e su cui intervenire con proposte di valore per intercettare preziosissimi finanziamenti europei: edilizia, cultura, ambiente, turismo, pesca e infrastrutture, comunicazione e tanti altri.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"><span> </span>L’on. Rinaldi, oltre a spiegare i meccanismi e offrire tutto il supporto necessario, ha messo a disposizione anche un front office gestito dalla dottoressa Brunella Santi: utile per chiunque voglia informazioni relative ai bandi europei e alle modalità per partecipare, fornendo delucidazioni anche sulla differenza tra fondi comunitari e fondi indiretti o strutturali.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><br />
</span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Fonte: www.ilsegnale.net</span></p>
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		<title>Regione Marche: Welfare innovativo nel rurale sociale, approvato il bando per gli agrinido.</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 16:24:59 +0000</pubDate>
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E&#8217; stato approvato (ed e` in corso di pubblicazione sul Bur e sul sito www.agri.marche.it) il bando di contributi per la sperimentazione degli &#8216;agrinido&#8217;. &#8216;Per agrinido &#8216; spiega il vice presidente e assessore all&#8217;Agricoltura, Polo Petrini &#8216; si intende un servizio educativo rivolto a bambini da 1 a 3 anni, svolto dall&#8217;imprenditore agricolo attraverso l&#8217;utilizzo [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">E&#8217; stato approvato (ed e` in corso di pubblicazione sul Bur e sul sito www.agri.marche.it) il bando di contributi per la sperimentazione degli &#8216;agrinido&#8217;. &#8216;Per agrinido &#8216; spiega il vice presidente e assessore all&#8217;Agricoltura, Polo Petrini &#8216; si intende un servizio educativo rivolto a bambini da 1 a 3 anni, svolto dall&#8217;imprenditore agricolo attraverso l&#8217;utilizzo della propria azienda, in connessione con le attivita` di coltivazione del fondo, di silvicoltura e di allevamento di animali. L&#8217;attivita` agricola rimane principale, sia in termini di tempo dedicato, sia di personale impiegato, mentre quella educativa andra` svolta secondo le prescrizioni della normativa di settore, in base al progetto pedagogico e architettonico stabiliti dalla Giunta regionale&#8217;. Il riferimento e` rispettivamente alla legge regionale 9 del 2003 - Disciplina per la realizzazione e gestione dei servizi per l&#8220;infanzia, per l&#8220;adolescenza e per il sostegno alle funzioni genitoriali e alle famiglie - e alla delibera di Giunta 722 del 2011 &#8216; Modello di agrinido di qualita` per le Marche. &#8216;Con questo atto &#8216; segue Petrini &#8216; la Regione ha riconosciuto il valore dell&#8217;attivita` agricola non solo come produttrice di beni primari, bensi` anche come promotrice di servizi di welfare sociale, specie in ambito montano e periferico, dove maggiormente carenti sono i servizi ad anziani, bambini e disabili. Per individuare i migliori modelli educativi, organizzativi e didattici in ambiente rurale, ricco di stimoli e risorse naturali, abbiamo anche costituito un Comitato tecnico scientifico in partnership con la Fondazione Montessori&#8217;. Il contributo puo` essere concesso a fronte dei costi di gestione per i primi due anni di attivita`, a parziale copertura delle spese per personale, materiale didattico, sanitario, di pulizia, per i pasti, manutenzione, utenze e pubblicita`. Ammesso anche l&#8217;adeguamento degli spazi interni ed esterni, dell&#8217;impiantistica e degli arredi strettamente funzionali all&#8217;attivita`. Le domande andranno presentate nel mese di luglio prossimo, mentre il budget iniziale sara` circoscritto a 50mila euro, in attesa dell&#8217;approvazione della proposta di legge 91/2011, inerente la multifunzionalita` dell&#8217;impresa agricola, che porterebbe il budget disponibile a 300mila euro. &#8216;Risorse interamente regionali - conclude Petrini - che il la Giunta si e` impegnata a reperire, pur nella notoria situazione di difficolta` che viviamo, vista la preziosa funzione educativa che gli agrinido potranno svolgere&#8217;.(f.b.) .</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;">Fonte: www.regione.marche.it</span></span></p>
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		<title>EFFETTO DOMINO - REFERENDUM 12 -13 GIUGNO 2011 - Siamo tutti indispensabili</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 14:24:34 +0000</pubDate>
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