- Aggiornato al: 30 Set 2011
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La Provincia costretta ad aggiustare il bilancio: 700 mila euro finiscono in “freezer”
Il Partito Democratico provinciale con Di Francesco, Mandozzi e Travaglini denuncia il comatoso” stato dei conti dell’amministrazione Celani. Tra i mancati incassi: le multe e la tassa sui pozzi che erano stati iscritti nel documento approvato in aprile.
ASCOLI PICENO – «Una gestione politica dilettantesca, una giunta inadempiente che versa ormai in una condizione di ingovernabilità». Il Partito Democratico spara ancora una volta a zero sull’amministrazione Celani e questa volta porta le prove di quanto afferma in vista dell’imminente approvazione del riequilibrio di bilancio della Provincia di Ascoli Piceno.
L’atto deliberativo fa seguito all’approvazione del bilancio di previsione avvenuta in colpevole ritardo – secondo i democratici – nell’aprile scorso e una copia del documento verrà sottoposta al Prefetto all’inizio della prossima settimana.
«I conti non tornano – affermano in coro il segretario Antimo Di Francesco, il capogruppo Emidio Mandozzi e il consigliere Luigi Travaglini – perché a distanza di 5 mesi quei valori si sono rivelati completamenti sballati».
Secondo loro i fattori di forte criticità sono rappresentati da un impianto finanziario dagli equilibri precari e, cosa ancor più grave, dal fatto che non c’è stata l’unanimità nell’approvazione del documento. Un membro del collegio dei revisori dei conti (Guido Renzi) non ha espresso parere favorevole mentre il dirigente del Servizio Economico Finanziario Eros Nunzio Libetti ha dato il suo assenso ma con un’importante prescrizione: il “congelamento” della spesa corrente per ben 700 mila euro.
Un blocco che andrà a pesare sulle spese correnti rispetto alle quali non vi sono contratti o convenzioni da onorare e che colpirà soprattutto i settori del Sociale e della Cultura. Le voci più consistenti sono: il controllo degli impianti termici (190 mila euro), il fondo di garanzia per piccole e medie imprese (100 mila), contributi alle università picene (85 mila) e iniziative in campo culturale (58 mila).
La Provincia in pratica ha dovuto aggiustare il tiro perché si sono registrate minori entrate per 1 milione e 800 mila euro, tra cui i mancati proventi per le sanzioni per violazioni del codice della strada che in teoria dovevano provenire dagli autovelox e per lo smaltimento dei rifiuti e del recupero dei canoni non corrisposti per l’utilizzo delle acque pubbliche.
La causa, secondo quanto scritto nell’atto deliberativo sottoscritto ieri, mercoledì 28 settembre, è principalmente da ricercare nella perdurante crisi economica ma a Palazzo San Filippo di certo non sono stati buoni “veggenti”. Con gli autovelox la Provincia pensava di incassare quasi due milioni di euro, poi ridotti a 1 e infine a 500 mila euro. A oggi, quando mancano tre mesi alla fine dell’anno sono stati incassati solo 12 mila euro e senza l’autorizzazione del Prefetto. Per lo smaltimento rifiuti servono in poco tempo più di 500 mila euro e in cassa ce ne sono appena 50 mila; stesso discorso per la “tassa sui pozzi”: la Provincia ritiene di poter attivare il recupero coattivo dei crediti attraverso Equitalia.
«Tutte cose che noi avevamo denunciato per tempo – asserisce Di Francesco – e ora ci troviamo nello stato in cui l’approvazione di questo documento mette a serio rischio gli equilibri del bilancio. Questa giunta si sta caratterizzando per una totale assenza di programmazione e incapacità di predisporre misure per lo sviluppo. Così il territorio sta perdendo competitività e identità». Il pericolo è che per il prossimo anno se i buchi non saranno coperti dovranno essere ascritti sotto la voce “debiti fuori bilancio” con pesanti ripercussioni sull’ente.
Ma il principale partito di opposizione in consiglio provinciale da un lato vuole denunciare con forza l’immobilismo della maggioranza di centro ma dall’altro lancia alcune proposte per cercare di salvare il salvabile: la razionalizzazione della spesa corrente del 20% tagliando le spese superflue come gli incarichi di progettazione e i costi di rappresentanza; l’accorpamento degli assessorati di Cultura, Sport e Turismo e l’istituzione di un fondo di solidarietà per chi è senza lavoro.
Fonte: www.ilsegnale.net
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